Un pensiero al giorno: “Di un altro colore”

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Di un altro colore

Non importa se sei di un altro colore figliolo,

tu sei mio perché ti ho voluto,

cercato, bramato.

Non ho provato le “doglie” quelle fisiche,

ma mi sono distrutta con quelle mentali,

di quando non mi permettevano di venirti a prendere.

Non ho nessun segno nel ventre tesoro,

ma sono segnata nell’anima e per quella,

non esiste alcuna epidurale, ragazzo mio,

quei dolori lì, li ho avvertiti tutti.

Così sono esplosa, invecchiata,

mi sono logorata nell’attesa che non voleva saperne di finire,

mai!

Non sono stati nove mesi ma circa tre anni,

avevo tanta cura da darti, quando non potevo dartela,

avevo un amore infinito da somministrarti, e lo tenevo per me.

Quanto ho pianto in silenzio la notte, piano piano

perché tuo padre non si svegliasse,

e poi, magari era sveglio e piangeva anche lui, non so.

Oggi sei qui, con noi, e niente è facile, ma è tutto più bello.

Il tuo colore non è uguale al mio…

ma tu sei MIO figlio!

A tutti quei figli che hanno genitori di diverso colore…

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.