Un pensiero al giorno: “Un abbraccio in stazione”

Foto di Gennaro Leonardi da Pixabay

Un abbraccio in stazione

A volte se ne vedono di forti;

corpi che non si mollano e che restano minuti interi,

a respirarsi, a riempirsi.

Non è facile capire se si tratti di una partenza

o di un arrivo,

ma ciò che esce da un abbraccio, è qualcosa di magico.

In stazione avviene di tutto perché tiene al suo interno una vita sfrenata,

una vita di corsa,

dove nessuno si guarda negli occhi,

dove tutti sono proiettati sulla direzione

che si deve procurare.

Ma quando vi si incontra l’abbraccio,

quello è un momento che sa di magia.

L’abbraccio della partenza è sofferto

e le braccia si tengono strette l’altra persona,

come a voler dire; ti prego rimani…

non so se potrò farcela senza di te.

Invece gli abbracci degli arrivi, sono intrisi di gioia,

quegli abbracci che hanno il sapore del sempre e per sempre.

Allora ci rendiamo conto che…

anche in stazione può accedere qualcosa di bello, talvolta!

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.