Sotto l’egida della nostra bella vallata, i talenti locali si formano e si temprano per poi esplodere in tutto il loro splendore. Muovere i primi passi in una realtà di provincia può essere un privilegio quando permette di arrivare a dei livelli veramente alti con l’umiltà e la consapevolezza sia delle proprie capacità che dei propri limiti.
È un’intervista telefonica questa e, per uno che fa di professione il radiocronista sportivo, non poteva essere altrimenti. La voce di Massimiliano Cocchi è tranquilla, ma pronta a scattare se necessario; ha quel lievissimo “graffio” che la rende riconoscibile senza ostentazioni inutili, la si avverte tesa e all’erta come un predatore sottovento in procinto di lanciarsi all’inseguimento.
La sua avventura parte molti anni fa dai campi di calcio dilettantistici dello Stia per giungere oggi a quelli professionisti della serie A.
«La radiocronaca di una partita di calcio – afferma Massimiliano – è un po’ come la performance di un calciatore. Devi essere sempre sul pezzo per 90 minuti: concentrazione massima, ritmo, precisione e tempismo. In quel momento tu sei gli occhi di centinaia, a volte migliaia di persone. Per questo devi essere preciso e puntuale nel raccontare il cosa, il dove e il come. In tv hai l’immagine che ti aiuta, in radio no. Per questo l’altro fattore chiave è il ritmo: non devono esserci pause, la dizione deve essere perfetta».

Dove nasce tanta passione e dedizione?
«Molti dei miei amici – continua Cocchi – si compravano le maglie di Ronaldo, di Baggio, o di Batistuta, io decisi di comprarmi una maglia viola, il colore della squadra di Stia, e sopra il numero 9 feci scrivere “Piccio” il soprannome del mio giocatore preferito: Simone Ottanelli detto “Piccione” per via del suo fisico. Era l’attaccante della squadra che vinse due campionati tra il 1997 e il 2000. Io diventai una sorta di mascotte della squadra. Oggi Simone non è più il mio idolo, ma un grande amico e, come gli dico sempre, se faccio questo lavoro è anche colpa sua».
Da qui in poi è un’escalation di ingaggi per il giovane, oggi trentenne, Massimiliano: prima a 102 TV dove è ospite fisso nella trasmissione “Il club dello sport” in cui si parla dei campionati dilettantistici grazie a Matteo Giusti. Dopo un anno approda a Teletruria e a “Il nuovo corriere aretino” sempre per seguire i campionati dilettantistici.
Nel frattempo gli studi universitari di scienze politiche convergono alla ben più consona, per lui, scuola di giornalismo di Urbino: una vera e propria redazione in fermento che nei due anni di frequenza forma professionisti del settore, successivamente dislocati in varie parti d’Italia per lavorare sul campo. Nel caso di Massimiliano, la partenza è per Milano e i campi sono quelli della serie A che segue come corrispondente per Radio Capital.
«Quando fai un lavoro che è nelle tue corde – prosegue il radiocronista – praticamente non lavori mai anche se sei impegnato continuamente» (nello specifico le corde sono quelle vocali, ovviamente!).
Comunque la gavetta di anni e anni passati nei difficili campionati dilettantistici sono di sicuro una base solida su cui poggiare la conoscenza del proprio ruolo, sono un’ossatura fatta di contatto diretto con le squadre in cui si è esposti in prima linea, una struttura portante con cui camminare sicuri in un ambiente dove nessuno ti conosce.
Gli orizzonti di Massimiliano si sono ulteriormente ampliati negli ultimissimi tempi e lo hanno portato ad approdare nel mondo delle gare motociclistiche del Campionato Mondiale Superbike.
«Il calcio è la mia passione – dichiara ancora l’intervistato –, le moto sono quella di famiglia. È iniziato tutto con un annuncio online: “Cercasi addetto stampa settore motorsport disposto a frequenti trasferte nel weekend”. Ho capito subito che c’erano dietro le gare, la fortuna ha voluto che fossero moto e il Campionato mondiale Superbike con un team Ducati, il Barni Racing Team. Li seguo in tutta Europa e, in circuito, mi occupo anche del coordinamento per le attività con gli sponsor».
La squadra sta avendo ottimi risultati sia a livello nazionale che internazionale.
Ultimissima, e non certo meno importante, è la collaborazione con Redbull, sponsor di molti eventi sportivi e di innumerevoli atleti multidisciplinari per il quale Massimiliano scrive articoli ed è uno dei collaboratori per il portale Redbull.com.
Davvero niente male!
Il Casentino è una terra fertile dove mettere radici portando i frutti nel mondo.
E come diceva il buon Tolkien: “Le radici profonde non gelano”.