Voci dal Casentino: Azienda agricola di Andrea Giovannuzzi a Ortignano Raggiolo

Spaziando per la nostra campagna casentinese, ho fatto incontri genuini, come del resto genuini sono i frutti che questi lavoratori coltivano. Questa è la volta di Andrea Giovannuzzi e della sua terra. Premetto che Andrea è un uomo preciso, di quelli che non aggiungano mai, né una parola in più, né una in meno, lui è di quei tipi “fermi” nel loro essere e nel loro modo di pensare. Gli ho rivolto alcune domande, con l’intento di andare a scavare e cercare qualcosa in più, ma non sarà facile, perché lui ama l’essenzialità delle cose.

 La tua Azienda agricola si trova a Raggiolo. Quali sono i prodotti che coltivi?

-La mia azienda coltiva ortaggi, in special modo patate, agli, ceci e fagioli, poi ci sono anche i prodotti del bosco, che sono i marroni e le castagne. Queste ultime vengono consegnate al Consorzio della farina di castagne del Pratomagno e del Casentino, che si occupano della loro trasformazione, per la produzione della famigerata farina di castagne, appunto. Altri prodotti derivanti dal bosco sono la legna, il legname che poi viene lavorato e anche il carbone, quest’ultimo però, soltanto in certi periodi dell’anno. –

Da quanto tempo esiste la tua Azienda e in quanti siete a mandarla avanti?

-La mia azienda è attiva dal 2016, dal momento in cui, uscendo da una precedente esperienza lavorativa, ho deciso di prendermi cura dei terreni della mia famiglia, che sono in parte boschivi e in parte coltivabili. Principalmente me ne occupo da solo, a volte però mi avvalgo dell’aiuto di mio padre che non disdegno affatto, anzi, averlo con me, mi piace davvero molto. –

Ti occupi soltanto della tua terra, o nei mesi invernali fai altri lavori?

-Io sono un agronomo, libero professionista, per cui faccio anche consulenza alle imprese agricole. –

Sei parte integrante dell’Associazione “Produttori Valteggina”, che ruolo detieni all’interno di essa?

-L’associazione “Produttori Valteggina” nasce nel 2019, dalla volontà di produttori agricoli ed artigiani locali, il cui obiettivo era ed è, quello di creare un luogo in cui mettere a fattor comune, i vari problemi e delineare delle soluzioni da proporre anche ad Enti pubblici. Nell’associazione non esiste una vera e propria suddivisione dei ruoli, ma ogni socio porta avanti dei compiti in funzione di essa, e dell’iniziativa che si vuole organizzare. Questa associazione ha scopo promozionale, ovvero; territorio e prodotti agricoli ed artigianali e a proposito di questo, organizza ogni anno una serie di eventi interessanti. Quest’anno partiremo il 18 luglio con “La festa del bosco” a Raggiolo, poi, il 29 agosto ci sarà “La festa del pane”, e il 26 settembre “La fiera del miele”. L’associazione produttori ha un proprio punto vendita, nato dall’iniziativa privata mia personale e di un’altra produttrice, che è sito in San Piero in Frassino e funge, sia come punto vendita, sia come laboratorio, dove ogni socio effettua la lavorazione dei propri prodotti agricoli. –

Quella di lavorare la terra è una tua scelta, oppure un ripiego?

-La scelta di lavorare la mia terra non è stata un ripiego, ma una vera scelta di vita. Mi sono laureato in scienze agrarie e sono agronomo, come dicevo pocanzi, e negli anni scorsi ho avuto esperienze lavorative in aziende agricole assumendo incarichi operativi a stretto contatto con la terra e le sue coltivazioni, così, a un certo punto in me è nata la volontà di creare qualcosa di mio, e contemporaneamente di far sì, che i terreni e le proprietà di famiglia, non fossero lasciati al suo destino. –

Tu provieni da quel meraviglioso paese che ospita la tua Azienda… te ne andresti da qualche altra parte?

-Assolutissimamente no. Ho fatto la scelta di tornare ad abitare a Raggiolo non solo per dare vita ad un mio progetto imprenditoriale, ma anche per il desiderio di abitare per 365 giorni all’anno in un borgo fantastico, soprattutto nei mesi invernali. Questa mia scelta potrà essere letta come una sorta di sfida, e forse un pochino lo è, comunque lavorare e vivere in questi luoghi è possibile, basta valutare bene e accettare i compromessi che ciò comporta. –

Raccontati a ruota libera…

-La scelta che ho fatto di ritornare a Raggiolo e di aprire un Azienda agricola, mi ha permesso di conoscere una realtà casentinese che prima ignoravo, una realtà formata da produttori che condividono la stessa passione per la terra, che è la mia stessa passione, quella rivolta alla coltivazione e alla produzione di prodotti di qualità. È gente che affronta le difficoltà del quotidiano, piccole o grosse che siano, persone con le quali, con il tempo si è venuto a creare un forte legame di amicizia. Perché vedi; chi coltiva la terra si assume il ruolo di custode del territorio, siamo gente che lotta giornalmente col pessimismo, grande nemico invisibile, portando sempre avanti qualche proposta… Sì, è possibile vivere e lavorare nei piccoli borghi del Casentino, ed è bellissimo farlo. La fatica è un’altra cosa! –

Come vi avevo detto Andrea non si sbottona mai troppo, ma una cosa è riuscito a farla ed è quella di farci sentire appieno, l’amore incontrastato nei confronti del suo territorio, della terra e dei frutti che questa regala ogni giorno. Noi non possiamo che fargli un grosso in bocca al lupo e sperare che gente così, nasca ogni giorno.

Grazie Andrea