Voci dal Casentino: “Borghi diversi”

Borghi diversi

Tempo medio di ascolto dell’articolo 7′ 36″

Quattro località casentinesi raccontate con una “chiave” originale, una chiave giocosa ed ironica…

Sono state quattro le puntate di “Borghi diversi”, sono stati quattro appuntamenti divertenti come del resto divertente e a volte anche un po’ irriverente è colui che ne ha avuto l’idea. Alan Bigiarini, è un personaggio casentinese che in molti conosciamo, un po’ perché lavora al pubblico e gestisce insieme al fratello Christian la fatidica tabaccheria Bigiarini del Ponte a Poppi, un po’ perché è un cabarettista nonché presentatore, ma soprattutto perché Alan è proprio quel qualcuno che sopra ho citato come; un gran bel “personaggio”.

Si possono chiamare “personaggi” coloro che rompono un poco gli schemi, che s’inventano sempre qualcosa di nuovo, coloro che hanno a che fare con l’arte, ma soprattutto, e questo è il caso di Alan, che non sono del tutto normali. Posso permettermi di dare in pasto alla gente questo mio pensiero perché siamo amici da tanti anni e per me questo Bigiarini qua, è un amico importante, di quelli che contano davvero.

Alan è un grande amante dei cortometraggi o microfilm, che dir si voglia, tanto che ha “portato a casa” premi davvero importanti, andando a toccare tematiche toste come quella dei Lager, e riuscendo in pochi minuti di macchina da presa, a raccontare storie lunghe una vita.

Ma per sapere di più di questa sua ultima novità e soprattutto per rendervene partecipi, gli ho rivolto alcune domande che ci spiegheranno al meglio.

“Borghi diversi”, un qualcosa di nuovo e diverso per l’appunto. Come ti è venuta l’idea?

-Sono da sempre un grande appassionato di documentari e podcast, divoro principalmente i racconti di Alessandro Barbero e mi è quindi venuto il desiderio di raccontare la nostra Toscana utilizzando per farlo, una chiave diversa e ironica. Oltre a questo però, lo scopo di “Borghi diversi” è quello di far vedere dei luoghi meno conosciuti e meno frequentati della nostra regione, i quali troppo spesso rimangono fuori dalle rotte turistiche, ma che invece sono deliziosi e meritevoli di esser visitati. In questo primo appuntamento di “Borghi diversi” vi abbiamo presentato: Chitignano con la sua polveriera e precisamente la località dove ricavavano la polvere da sparo, categoricamente di contrabbando, Camaldoli ed il panorama meraviglioso visto dal Monte Penna, da cui si predomina tutto a perdita d’occhio e giù, fino al mare, Serravalle con la sua torre medioevale visitabile gratuitamente e Chiusi della Verna, con il castello dei Conti Cattani e la roccia di Adamo che Michelangelo ha immortalato nella Cappella Sistina. Ecco questi sono stati i primi quattro punti casentinesi a cui abbiamo dato importanza, perché credimi, ce ne hanno davvero. –

Avviene facile guardare i video più volte, vuoi per la simpatia che sprigionano gli intervenuti, ma anche e soprattutto per la genialità di cui sono intrisi. Cosa mi dici a tal proposito?

-Siamo molto contenti di come sono venute queste prime puntate sperimentali, ma per questo devo ringraziare soprattutto l’altra anima del progetto, ovvero il nostro Graphic designer Matteo Mazzanti, che ha realizzato un montaggio veloce, dinamico e originale. Altro grande merito va al mio amico Claudio Barolo, che col suo drone ha regalato a “Borghi diversi” immagini fantastiche e poetiche, che sono senza alcun dubbio il valore aggiunto di questo progetto. Senza di loro nulla di tutto ciò sarebbe potuto andare in porto, mi devi credere. –

Per ora sono state quattro le puntate che hai, che avete preparato e fatto vedere. C’è un motivo specifico per cui hai scelto questi luoghi precisi?

-Ho iniziato appunto in via sperimentale con questi quattro luoghi bellissimi, dopo essermi confrontato con uno dei più grandi conoscitori della nostra vallata che è Paride Andreani e che collabora con me dall’inizio, ma ora che ci siamo resi conto che il progetto è realizzabile, continueremo certamente con altre puntate. Stiamo infatti girando la seconda serie che sarà in online a giugno o d’intorni.

Devo precisare però che anche se siamo partiti dal Casentino, “Borghi diversi” non riguarderà solamente la nostra vallata, ma bensì, già nella seconda serie andremo anche nel Fiorentino, in Valdarno, in Valtiberina e in Emilia Romagna. Non svelerò quali saranno i luoghi precisi che visiteremo, ma comunque il nostro amato Casentino non mancherà neanche nella seconda edizione. Promesso! –

Gli interpreti si sono prestati volentieri, lo si capisce da come ci si muovono dentro. C’è il loro zampino anche nell’idea e nella realizzazione?

-L’idea è esclusivamente la mia e tutti gli altri si sono prestati volentieri al progetto, ognuno per il suo ruolo naturalmente, che poi ha concordato con me. Insomma, è stato un bel lavoro di gruppo, tutto sommato.

Nelle prossime puntate avremo anche altri attori e varie new entry che renderanno la trasmissione ancora più “frizzante” e folle. –

Vi sarete certamente divertiti immagino, racconta…

-Girare le prime puntate è stato impegnativo ma molto divertente e porto con me un sacco di aneddoti e ricordi vari, tra l’altro avendo girato in giornate diverse con tutti gli attori, ho trascorso del tempo davvero indimenticabile con ognuno di loro. C’era ad esempio Riccardo Valeriani che rideva così tanto da rendere necessari circa quindici Ciak per una scena, Barolo che con il drone ha sfiorato un albero che ci avrebbe disintegrato l’attrezzatura, se fosse andata male, ho fatto perfino spogliare il Marioni a zero gradi, e dico zero gradi a Chitignano, e l’ho fatto anche entrare nell’acqua. Poi, come non menzionare Giuliano Cadar, in arte “Pitig”, che ha assecondato tutte le mie richieste più folli e anche ciniche talvolta.

E quindi non mi resta che darvi appuntamento alla seconda parte di “Borghi diversi 2”! A presto! –

Ed eccolo qua questo gran bel personaggio che con i suoi “Borghi diversi”, ci ha fatto conoscere, ammirare, divertire, sorridere e soprattutto aver voglia di allargare la conoscenza di questi luoghi, in fondo il vero scopo di questi documentari è proprio questo: far conoscere location casentinesi e non, che restano più nascosti, un pochino più al buio, per come dire. Ebbene Alan e la sua equipe non intendono lasciarli nascosti, anzi li vogliono far emergere, e con “Borghi diversi” ci riusciranno ancora e ancora.

E noi, tutti noi vi aspettiamo sul canale più in onda di tutti che è il fatidico online!

Marina Martinelli
Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce nel 1964 e “arranca” tutta la vita alla ricerca della serenità, quel qualcosa che le è stata preclusa molto spesso. La scrittura è per lei una sorta di “stanza” dove si rinchiude volentieri immergendosi in mondi sconosciuti e talvolta leggiadri. Lavora come parrucchiera a Poppi e gestisce il suo salone con una socia. E' madre di due figli che sono per lei il nettare della vita e scrive, scrive ormai da molti anni anche per un Magazine tutto casentinese che si chiama “Casentino Più”. È riuscita a diventare giornalista pubblicista grazie proprio al giornale per cui scrive e questo ha rappresentato per lei un grande traguardo. Al suo attivo ha ben sette libri che sono: “Le brevi novelle della Marina", “L’uomo alla finestra”, “Occhi cattivi”, “Respira la felicità”, “Un filo di perle”, “La sacralità del velo”, “Le mie guerriere, quel bastardo di tumore al seno”. Attualmente sta portando avanti ben due romanzi ed è felice! È sposata con Claudio, uomo dall’eterna pazienza.

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