Bibbiena, lettera aperta sul degrado del centro storico

(di Maria Emilia Brogi)
Non c’è cosa peggiore al mondo che vedere il centro storico del proprio paese oramai ridotto al completo sfacelo,  abbandonato a sé stesso ed alla totale incuranza.  Sì, stiamo parlando proprio di Bibbiena e nella fattispecie del  “Centro Storico”. Basta farci un giro per capire meglio, dove l’accoglienza non è più di casa. Prendiamo ad esempio i giardini di Viale Garibaldi, che si presentano indecenti e vergognosi, sempre ricolmi di foglie durante la stagione autunnale, con una fontana perennemente senz’acqua. L’unica cosa che si salva è il monumento ai caduti, visto che ci sono due volontari cittadini, compresa la sottoscritta, che ne curano la sua manutenzione e ne acquistano i relativi abbellimenti.
Il disagio ambientale però non si ferma qui. Basta addentrarsi nei vicoletti del paese per accorgersi di quante buche si sono formate nella pavimentazione cittadina, alcune molto pericolose per i pedoni che vi transitano. Tutto questo denota una mancanza di manutenzione dei servizi di base come ad esempio il sistema di fogne installate in paese: non è raro imbattersi in tombini completamente ostruiti dalla sporcizia. Eppure per stasare una fogna non servono i quattrini, serve semplicemente la voglia di lavorare, ci sono persone già pagate appositamente per eseguire tali compiti.
Un centro storico in teoria dovrebbe valorizzare il proprio patrimonio culturale e artistico, ma basta vedere il convento di San Lorenzo che cade a pezzi. È sufficiente guardarne le finestre che s’affacciano sul Viale Garibaldi per capire in che stato pietoso sia. E parlando di turisti, c’è stato pure qualcuno che lo ha definito un castello diroccato. Inoltre pare che la struttura stia diventando sempre più pericolante: per chi abita nei pressi, come la sottoscritta, rappresenta una notevole preoccupazione.
Certamente non fa piacere dire tutto ciò, ma in questo silenzio assordante da parte di tutta la comunità bibbienese non voglio erigermi come eroina del popolo, ma semplicemente dire la mia su una situazione che dire insostenibile è dire poco.  Si è parlato tanto di rivalutare ed investire nel centro storico nella campagna elettorale dell’amministrazione in carica, ed oramai sembra proprio che questo centro sia un malato terminale a cui deve essere staccata la spina prima o poi. 
Infine, il 9 Novembre 2015, ho pure partecipato ad un incontro pubblico con l’amministrazione Bernardini, chiedendo risposte su alcune di queste perenni segnalazioni che ho fatto. Il risultato? Stufa di sentirmi dire cose che non stavano né in cielo né in terra, mi sono alzata e me ne sono andata, sintomo che questa realtà che dovrebbe governarci non è pronta ad un confronto faccia a faccia con chi espone i problemi che sono sotto agli occhi di tutti. Un’istituzione che non ascolta i propri cittadini, anche chi non la pensa come loro, è un’istituzione che non potrà mai adempiere ai propri doveri. 
Brogi Maria Emilia