Chi è il croupier: il ruolo del professionista delle sale da gioco

Anche nelle sale da gioco, come negli incontri sportivi, è fondamentale la presenza di un arbitro che monitori il regolare svolgimento delle attività. Anzi, quando ci si siede al tavolo verde talvolta il croupier è proprio indispensabile per iniziare una partita. Nel caso di alcune attrazioni come il blackjack è anch’egli a partecipare. Inoltre, il termine stesso “croupier” non può mancare nelle voci del glossario della roulette, dove è lui ad azionare il gioco. Il croupier non è solo un semplice addetto del casinò e anche se nel terzo millennio l’intrattenimento è diventato prevalentemente virtuale il suo ruolo non ha perso assolutamente di valore. Il croupier istruisce i giocatori meno esperti sulle regole dei giochi, controlla che nessuno tenti di barare, amministra le vincite e riscuote i pagamenti.

Un mestiere elegante, per certi versi. Il croupier funge da collante tra gli avventori delle sale e la loro stessa esperienza di gioco. Molti dei più classici compiti logistici spettano a lui: si pensi al mescolamento e alla distribuzione delle carte, per esempio. Il tutto avviene nei tempi più rapidi possibili, motivo per il quale una preparazione di base è d’obbligo. Al tavolo verde è possibile incontrare giocatori di varie tipologie, ma il croupier è l’unico vero punto di riferimento per tutti e la sua parola è legge quando si dibatte delle regole. La responsabilità è sempre elevata, sia che si tratti di lanciare la pallina nella roulette sia che si tratti di sfidare uno alla volta i giocatori a blackjack.

Il buon croupier deve comportarsi in maniera precisa e non può permettersi troppe esitazioni. L’allenamento è essenziale, non a caso vengono svolti corsi specifici di svariati mesi per chi intende intraprendere questa professione, con tanto di attestati e riconoscimenti ufficiali. Considerando che legislazioni sul gioco possono cambiare periodicamente, i croupier devono rimanere costantemente aggiornati. L’impegno è notevole e fatto soprattutto di automatismi, tuttavia è necessario palesare anche una certa forma nel ricorrere alla diplomazia, dirimendo le questioni che possono nascere tra i giocatori e comunicando con loro in più lingue, all’occorrenza. Va da sé che anche se fiches e soldi che circolano davanti agli occhi sembrano talmente tanti da non riuscire a contarli, un croupier che prova a beffare il casinò in cui lavora non sfugge a serie conseguenze. Tutto deve filare liscio.

Relazionarsi con i soggetti che è possibile individuare in una sala non è sempre semplice, ma di norma tutti devono essere trattati allo stesso modo. Il croupier non deve far altro che mettersi a disposizione, come suggerisce anche l’etimologia del suo nome, derivante dall’espressione “chevalier accroupi”, ossia “cavaliere accovacciato”, sulla falsariga dei nobili che un tempo si chinavano ai tavoli per aiutare i principianti nei giochi di società. Anche se potrebbe apparire come un lavoro meccanico, però, quello del croupier è un mestiere particolarmente faticoso e con orari antipatici, dal momento che è soprattutto di notte che si registra la più grande mole di gioco nei casinò.

La serietà di una sala dipende anche dai croupier, costretti a rimanere indefessi anche dopo ore e ore di turni. Con così tanti accorgimenti da rispettare, una curiosità che potrebbe facilmente sorgere quando si pensa a questa figura riguarda dunque l’aspetto economico. Tutto dipende dalla quantità di incarichi, dato che alcuni croupier sono tenuti a gestire più tavoli. Vanno poi considerate le trasferte e, soprattutto, la reputazione del casinò. È un onere stressante, ma la meticolosa dedizione dei croupier è la prima forma di garanzia per la sicurezza dei giocatori in una sala.

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