Cos’è il passaporto vaccinale

Ormai da diverse settimane si parla del certificato vaccinale che dovrebbe agevolare gli spostamenti da e verso l’estero, ma anche all’interno delle regioni italiane, qualora siano di “colore” diverso (ad esempio da una regione gialla a una arancione). Il premier Draghi ha annunciato che l’Italia dovrebbe adottare questo documento fin dalla seconda metà di maggio, mentre a livello europeo la partenza è prevista per il mese di giugno. In ogni caso il pass dovrebbe restare in vigore soltanto fino a che non verrà dichiarata conclusa l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il documento, che dovrebbe chiamarsi “Digital green certificate”, disponibile in formato cartaceo o digitale, attesterà che una persona è stata vaccinata contro il covid, oppure che ha effettuato un tampone risultato negativo nelle ultime 48 ore, oppure ancora che è guarita dal virus da meno di sei mesi. Lo scopo dichiarato di questo passaporto è quello di rendere più agevoli gli spostamenti di coloro che sono meno esposti al pericolo del covid, proprio per i motivi sopra esposti. L’impegno degli stati europei è quello di realizzare un documento unico valido per tutti gli stati membri dell’UE, rendendo quindi più semplice ottenere il pass senza troppe difficoltà burocratiche. Al momento gli unici vaccini ritenuti validi sono quelli autorizzati dall’Agenzia Europea del farmaco, e quindi sono esclusi il vaccino russo e quello cinese. Il certificato potrebbe essere richiesto anche per l’accesso ad alcune strutture, ad esempio le RSA, oppure per grandi eventi quali i concerti o per entrare negli stadi. Si tratta quindi di un documento che conferisce una maggiore libertà di movimento, e proprio questo aspetto ha suscitato dubbi e perplessità, per il suo carattere discriminatorio nei confronti di chi non possiede i requisiti per poterlo richiedere, ad esempio per chi preferisce non vaccinarsi. Inoltre viene contestato il nome “Digital green certificate” che potrebbe risultare fuorviante e non riconducibile esclusivamente alla pandemia da covid, e quindi mettere in discussione il suo utilizzo temporaneo soltanto fino alla dichiarazione di fine dell’emergenza da parte dell’OMS. Infine, non esistendo ancora informazioni scientifiche certe sull’eventuale contagiosità dei soggetti vaccinati, anche una persona in possesso del certificato potrebbe risultare portatrice del virus e quindi trasmettere l’infezione. A livello pratico ogni cittadino in possesso dei requisiti, riceverà un QR Code contenente solo le informazioni necessarie, e nessun dato sensibile in più. Il codice verrà letto durante i suoi spostamenti o nel caso di accesso a una struttura che ne richiede il possesso. Nei prossimi giorni, non appena le istituzioni saranno pronte, le varie ASL dovrebbero comunicare tutte le modalità per la richiesta del certificato.