Emergenza incendi: lambito anche il centro storico di Poppi

Carlo Toni, Sindaco di Poppi

Il clima rovente, il vento che facilita il propagarsi delle fiamme, la mano dissennata dell’uomo. Sono i principali fattori che fanno salire l’emergenza incendi anche in Casentino. Tre eventi hanno interessato la vallata, a Quota, la Zenna e Poppi. “Si è trattato per fortuna di casi di entità più lieve rispetto ad altri dove siamo intervenuti: Piancastagnaio, Tuoro, Agazzi, Castellazzara, Palazzo del Pero”, dice Carlo Toni, responsabile del Servizio Antincendio e Protezione Civile dell’Unione dei Comuni, “E ciò è dovuto a una serie di fattori: sinergia fra i soggetti coinvolti, professionalità degli operatori e anche cura maggiore intorno all’evento, come la bonifica delle aree percorse dal fuoco, un lavoro oscuro svolto dal personale dell’Unione a rogo spento ma che evita che le fiamme ripartano”. Toni spiega come si utilizzano gli operai forestali anche nella bonifica, fondamentale per evitare il propagarsi dell’incendio: “Si interviene sul perimetro con le motoseghe, delimitando un’area per separare l’area bruciata da ciò che potrebbe ancora bruciare. Per il lavoro ordinario, le squadre dispongono di un pulmino allestito come officina mobile in grado di eseguire riparazioni istantanee”. A Quota e a Poppi, ad esempio, il fuoco si è mangiato circa 3.000 mq di bosco o arbusti, è stato domato in breve ma poi è stato necessario isolarlo e sorvegliarlo anche di notte per evitare la propagazione. “A Poppi l’incendio era divampato su una costa vicino alle mura storiche, è capitato al sottoscritto di intervenire sul momento, siamo riusciti ad evitare che il fuoco raggiungesse le case, poi è iniziata la bonifica”.
Nel periodo maggior rischio (luglio agosto) il territorio è pattugliato di continuo da 2 mezzi antincendio pronti a intervenire, ed è garantita una reperibilità fuori orario di lavoro (8 – 17) di 15 operatori, compresi due tecnici formati come Direttori Operazioni Spegnimento. Completano la dotazione un’autobotte pesante, un’autobotte leggera, un fuoristrada allestito e un altro da utilizzare per logistica e rifornimenti idrici indispensabili. Uomini e mezzi che durante l’anno lavorano nel servizio foreste, svolto dall’Unione su delega regionale. “Ogni anno – osserva Toni – lottiamo per mantenere le risorse su questo settore, e qui parlo più da amministratore pubblico che da funzionario. Riconoscere e sostenere certe professionalità non va a vantaggio di un Ente ma di un intero territorio. Siamo gratificati quando interveniamo lontano da qui, ci viene riconosciuta una grande professionalità. Il difficile è far passare questo messaggio, abbiamo un’eccellenza in questo settore in Casentino, e dobbiamo valorizzarla non per il vantaggio di pochi, ma per il bene di tutti”. Le ultime parole il Sindaco di Poppi le riserva alle cause dei roghi, praticamente sempre dolose: “Un piromane è affetto da piromania e cioè un malato, ma esiste la figura dell’incendiario, sicuramente più diffusa, che appicca incendi deliberatamente per fini diversi, non riconducibili a malattia. Infine voglio ricordare il divieto assoluto di accensione di fuochi, perseguibile penalmente per tutto il periodo a rischio”, cioè almeno fino a fine agosto.

Poppi, agosto 2017