Giochi Casinò: dalle slot machine meccaniche a quelle elettroniche

Dalla notte dei tempi l’uomo ha voluto dedicare al gioco una parte rilevante del suo tempo libero per cui possiamo analizzare epoche diverse ma sempre troveremo tracce di giochi e passatempi più o meno complessi o semplici.
La tecnologia e la rivoluzione industriale non hanno cambiato il concetto di gioco ma hanno innovato nel campo  della tecnica e dell’impatto di essa sulle attività ludiche, non per nulla si è giunti al Casinò ed alle sale da gioco con tavoli da gioco e macchinette.
Ed è qui che si è registrata una interessante metafora del progresso: il passaggio, nell’ambito dei giochi da casino, dalle Slot machine meccaniche a quelle elettroniche.
L’innovazione è data per acquisita da decenni; se analizziamo le prime sperimentazioni con apparecchi a software installati su un hardware simile alle slot classiche.
Prima di tutti iniziarono a Las Vegas, erano gli anni ’90 del secolo scorso.

Nei Casinò più storici della città del gioco i primi inserimenti di slot elettroniche diedero risultati talmente soddisfacenti da spingere il settore ad un rinnovo radicale del proprio parco apparecchiature e ciò per un motivo principale: la leva economica e la voglia di successo dei giocatori.

La slot Megabucks di Las Vegas, nel lontano 1998, al famoso e lussuoso Palace Station permette ad un pensionato militare americano, con esperienza bellica, di vincere una cifra enorme, il suo nome è Elmer Scherwin.
Stiamo parlando di un Jackpot di 27.1 milioni di dollari, sbloccato con una sommetta di circa 300 dollari.
Come mai questo risultato strabiliante? Perché la slot elettronica, inserita in un circuito, non agisce come ad una macchina unica ma insiste in una rete di apparecchi collegati e coordinati tra di loro da circuiti elettronici e dei software appositi.

Il jackpot diventa sempre di più il fulcro di queste slot machine: le già menzionate macchinette sono collegate tra di loro, in sala o tra piano e piano ma anche tra un casinò e l’altro. In tal maniera aumenta il gettito monetario in palio e si alza quel overall che poi fornisce la vincita finale che non sarà più relativa ad un deposito fisico di monete dentro una gettoniera ma ad un programma informatico che sancisce la vincita come se avessero “sbancato” in tutto il circuito.
Si gioca con una macchinetta ma tramite un sistema invisibile: il software che regola il tetto chiamato overall.

Nel 1989 scatta la prima grande vincita milionaria: il veterano militare reduce di guerra Elmer Sherwin con poche centinaia di dollari giocati arriva a vincere prima 4,6 milioni di dollari e nel 2005 torna a vincerne 21 di milioni di dollari, giocando circa cento euro, al Canney Casino & Hotel.
Attenzione, non imitatelo, è questione di colpi di fortuna e la fortuna arriva, non si rincorre come ad una gara sportiva, neppure se a Las Vegas si respirasse l’aria giusta.

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