I 21 casentinesi di Mario Bettazzi nel Castello di Poppi (fotogallery)

Sguardi - olio su tavola

Ventuno tele per ventuno casentinesi. Un gioco insolito di colori, tra contrasti e virtuosismi, per un pittore di talento nostrano. Tra sguardi profondi e volti assorti, nelle ventuno opere di Mario Bettazzi esposte nel Castello dei Conti Guidi di Poppi, si penetra nell’intimità dei ritratti. Immagini che nascondono un’emozione, che trasmettono un’ansia esistenziale e che si presentano allo spettatore come uno specchio. Nella figura, il visitatore rivede il proprio io e viene trasportato nei meandri dell’inconscio. La mostra intitolata “Il volto: enigma e rivelazione”, inaugurata lo scorso 18 giugno e presentata da Giacomo Giovannetti, rimarrà visibile fino al 10 luglio nel famoso castello casentinese.

Mario, pittore e ceramista classe 1952, nasce a Poppi e si forma come artista all’Istituto d’Arte “Pier della Francesca” di Arezzo. Inizia a dipingere sin dall’età di 17 anni e approfondisce le sue conoscenze nel campo della ceramica frequentando lo studio di Franco Cardinali negli anni ’70. Promuove le sue opere in Italia e le esporta all’estero, viaggia, frequenta musei e articola il suo lavoro in numerosi cicli pittorici che lo accompagneranno dagli anni ’90 a oggi.

Da “Percorsi Onirici” del 1994, a “Il filo rosso” del 2016, passando per “Colori e Rebus impossibili” del 1998, “L’ignoto in noi come presenza” del 2003 e tanti altri, l’artista dimostra una forte sensibilità per il mondo personale, nascosto che coinvolge tanto l’autore quanto lo spettatore, in una trama magnetica in cui, l’opera d’arte, rappresenta il veicolo di trasmissione di uno stato d’animo che nasce dal profondo. Un viaggio interiore che si conclude (almeno per ora) con “Il volto: enigma e rivelazione” tra le affascinanti sale del Castello dei Conti Guidi. Fino al 10 luglio.

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Bruno – olio su tavola

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Igor – olio su tavola

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Mariella e Mauro – olio su tavola

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Chiara – tecnica mista su tavola

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Piera – olio su tavola