I miglioramenti dello smart working

Se dovessimo dire quand’è stato il momento esatto in cui, considerando il nuovo millennio, il mondo del lavoro ha subito uno dei più grandi cambiamenti è sicuramente durante la pandemia. Il lockdownd e il distanziamento sociale hanno costretto aziende, uffici e tutti coloro con un’attività a rivedere le modalità lavorative cercando di adattarsi all’immaginabile contesto.

La rivoluzione epocale, soprattutto in Italia, è stata l’adozione dello smart working. Oggi considerato croce e delizia da parte di imprese e lavoratori, fino a prima del 2020 il lavoro da remoto nel Bel Paese non aveva la stessa diffusione riscontrabile in altre parti del mondo. Ma nell’arco di qualche giorno milioni di lavoratori hanno presto imparato il significato di questo nuovo termine ed hanno sperimentato una nuova fruizione del lavoro.

I primi imprevisti

Per alcuni non sono passate neanche 24 ore per ritrovarsi dal lavorare in ufficio con i propri colleghi a vederli tramite lo schermo del pc seduti in salotto. La repentina trasformazione ha inevitabilmente causato alcuni problemi a livello tecnologico, per la mancanza di strumentazione idonea, di comunicazione e organizzazione lavorativa. Alcuni per conto proprio, altri per merito delle aziende, sono riusciti a arginare le difficoltà implementando soluzioni e migliorie. Nonostante siano passati due anni e l’emergenza sanitaria, in parte, è sfumata permettendo ai lavoratori di rientrare all’interno delle mura aziendali, sono ancora milioni gli smart worker che non hanno la minima intenzione di ritornare ai vecchi modelli lavorativi.

Le motivazioni risiedono nei benefici riscontrati potendo lavorare in maniera flessibile sia fuori che dentro l’ufficio. Ad assecondare i desideri dei propri dipendenti sono state molte imprese, le quali hanno sviluppato dei piani ben articolati affinché lo smart working possa continuare anche in futuro.

Problema tecnologico

Come anticipato, il primo ostacolo agli albori della pandemia e dell’avvento del lavoro da remoto è stata la necessita di trovare e poi introdurre nuovi sistemi tecnologici. Spesso sottovalutato, ma di estrema importanza, il controllo delle timbrature ha rappresentato uno scoglio rilevante. Riassettare il mondo del lavoro è stato un compito difficile per il settore delle Risorse Umane. Come verificare l’entrata e l’uscita dal lavoro dei propri dipendenti? Ma anche le pause o gli straordinari? Dopo una serie di esperimenti rudimentali la soluzione ha fatto la sua comparsa. Un sistema di timbrature da remoto utilizzabile attraverso pc e smartphone. Tramite appositi software hr è stato così possibile raccogliere dati esatti e simultanei sulle presenze dei lavorativi anche se fuori dall’ufficio. Con il tempo gli applicativi sono aumentati offrendo la possibilità di acquistare il sistema più idoneo per le proprie esigenze. La prova concreta si ha digitando sulla barra del motore di ricerca la chiave “smart working controllo orario di lavoro” per rendersi conto di come questa metodologia abbia spopolato.

Organizzazione lavorativa

Difficile cambiare il focus della propria giornata di lavoro fatta da azioni routinarie e consolidate. La comunicazione tra colleghi e la perdita dei rapporti sociali sono aspetti ancora oggetto di analisi e studio da parte di molti esperti del settore. Cambiare le abitudini e gli atteggiamenti dei propri dipendenti è forse uno dei lavori più difficili. Anche in questo caso la tecnologia e l’introduzione di strategie mirate alla formazione sono le chiave per raggiungere i migliori risultati.

È doveroso specificare come le condizioni di isolamento e disorganizzazione si siano ridotte attraverso il bilanciamento delle ore passate in ufficio e quelle in smart working. Conseguenzialmente, è importante ascoltare anche il volere dei lavoratori (i dipendenti desiderosi di lavorare alla vecchia maniera non si sono estinti), e implementare un piano organizzativo tenendo in considerazione i pareri di tutta l’azienda. Mettere ognuno a proprio agio rederà lo smart working efficiente e utile ai fini produttivi personali e aziendali. Piccoli accorgimenti che possono migliorare la qualità della vita e soprattutto del lavoro.

 

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