I ragazzi del liceo scientifico di Poppi alle prese con i segreti della volta celeste

 
  
 Si è appena conclusa – presso la struttura per la divulgazione dell’astronomia del Parco nazionale di Stia – la prima parte del corso per “Operatori al planetario”.
Coinvolge undici ragazzi delle classi terze del liceo scientifico Galileo Galilei di Poppi e rientra nel progetto di alternanza scuola-lavoro che permette la realizzazione di corsi di formazione all’interno del ciclo di studi: un modello didattico che si sta radicando sempre di più anche in Italia per effetto della legge 107 del 2015.
 Il Programma è coordinato dal consorzio Casentino sviluppo e turismo e realizzato dagli operatori storici della struttura – Alessandro Ghiandai e Emanuele Boschi – astrofili che fanno capo alla Oros, cooperativa che da oltre dieci anni svolge attività di divulgazione scientifica ed astronomica in questo spazio.
  Il planetario, modello Galileo III, costruito dalle omonime Officine alla fine degli anni ’50, è stato donato dal Museo della scienza di Firenze al Parco nazionale. L’impianto consente di proiettare su una volta, che raffigura quella del cielo, la disposizione e il movimento dei corpi celesti. 
 Il percorso didattico – con il patrocionio dell’Unione Astrofili Italiani – fornirà agli studenti una solida base teorica sui principali aspetti dell’astronomia “posizionale”, attraverso un percorso logico che li porterà a ripercorrere le principali tappe storiche del pensiero filosofico (Tolomeo, Copernico, Keplero, Galileo, Newton), accompagnato da informazioni sulle conoscenze ad oggi acquisite, in particolare sui corpi del sistema solare e sulla evoluzione stellare. A ciò si aggiunge una parte pratico-osservativa, ad occhio nudo e attraverso l’utilizzo di piccoli strumenti amatoriali, che avrà il suo culmine nell’uso del planetario e nella progettazione e realizzazione di una meridiana solare in camera oscura.
 Il progetto è articolato in due moduli. Il primo ha permesso di affrontare le nozioni base di astronomia e di avvicinare i studenti all’utilizzo dello strumento del planetario. La seconda parte, che si svolgerà dal 10 al 20 giugno, riguarderà – avvalendosi del supporto di Simone Bartolini, “gnomonista” (costruttore di meridiane) di fama internazionale – la progettazione e realizzazione di una meridiana a camera oscura.
 A giugno è prevista inoltre l’organizzazione di una serata interamente gestita dagli studenti.
 “Il planetario del Parco – l’unica struttura permamente per la divulgazione dell’astronomia in provincia di Arezzo – non appartiene all’ultima generazione tecnologica, quella dominata dall’elettronica. Però mantiene alcune funzioni essenziali che i modelli più recenti hanno perso, come quella di permettere di visualizzare come si modifica la volta celeste alle diverse latitudini della Terra.  Inoltre ha un valore storico formidabile: è stato lo strumento principe in toscana per tantissimi anni e molti degli astronomi più importanti sono passati sotto questa cupola. L’esperienza che offre è davvero indimenticabile. Non a caso sono sempre di più le persone che ogni anno assistono alle iniziative che organizziamo. Quest’anno la struttura è entrata a convenzione nel circuito Romagna visit card, di uno dei colossi della promozione turistica in Italia, Apt servizi dell’Emilia Romagna”. Luca Santini, presidente del Parco nazionale.
 
 U.s. Parco nazionale