Il Castello di Poppi? Come entrare in casa mia

“In questa sala ci sono almeno tre opere delle quali possiedo una copia o riferimenti nella mia collezione privata. Praticamente entrando qui mi sembra di stare a casa”.

Ha esordito così Vittorio Sgarbi facendo il suo ingresso nel salone delle feste del castello dei Conti Guidi, a Poppi. Di fronte ad un parterre di convenuti che, inutile negarlo, seguivano con grande attenzione le relazioni della serata, ma attendevano con trepidazione l’arrivo della star. Sì perché di Sgarbi si può dire tutto, ma non che non sappia come movimentare una tranquilla serata culturale con abilità, intelligenza, umorismo e grande appeal.

“Devo ammettere che non lo sopportavo. Poi l’ho conosciuto”. Confessa l’onorevole Serena Pellegrino, altro ospite illustre della serata, relatrice della proposta di modifica dell’art.1 della Costituzione che prevede l’introduzione del concetto di bellezza come principio ispiratore della carta costituzionale. La paladina della bellezza, tanto da chiederne l’inserimento accanto al diritto al lavoro, come fine da perseguire con ogni mezzo, racconta come ha cambiato opinione sul noto storico dell’arte.

“L’ho semplicemente ascoltato. Con attenzione. E diceva praticamente tutto quello che avrei voluto dire io”.

Infatti Vittorio Sgarbi deve essere ascoltato con attenzione quando parla di Arte. E osservandolo quando con la sua piccola torcia si mette a controllare minuziosamente i dettagli dei dipinti che addobbano il salone delle feste del Castello, non si può non pensare che altro non avrebbe potuto fare e dire un personaggio del genere. Perché all’amore per il Bello che traspare dai suoi occhi e dalle sue parole (sia rivolto alle pregevoli opere pittoriche, che ai preziosi incunaboli della Rilliana), alla delicatezza con la quale maneggia le opere d’arte, si deve, riteniamo, la feroce rabbia degli anatemi lanciati a chi quella bellezza offende o ferisce.

Una serata all’insegna della leggerezza, ma densa di contenuti importanti. E mai banali. Con una onorevole Pellegrino che, interrogata sulla bellezza della Toscana, oppone ad una risposta quasi scontata la constatazione che ogni regione, ogni singolo borgo della penisola ha in sé il germe dell’armonia, primo essenziale elemento di bellezza. Termine desueto, che proprio lei, deputata di sinistra (Sel ndr) ha voluto sdoganare da una segregazione legata forse ad un uso massiccio fattone nel ventennio fascista. Volendo con ciò ricordare ai cittadini italiani che, per questo paese, la bellezza è un dovere prima che un diritto.

E la bellezza della cordialità. Del clima disteso in questo evento che, fortemente voluto dalla minoranza del Comune di Poppi ben rappresentata dal capogruppo l’avv. Enrico Lettig, ha trovato il sincero accoglimento da parte del sindaco Carlo Toni, che non si è sottratto al siparietto sulla vicenda del ripetitore.

La serata è poi trascorsa velocemente in un clima di grande informalità, con un Vittorio Sgarbi in gran forma che non si è sottratto ai numerosi selfie con gli ospiti. E che, per non venire meno alla sua fama universalmente riconosciuta ha chiesto un numero di telefono. Ma non di una donna. No.

Quello del nostro storico Luca Grisolini (recentemente eletto presidente provinciale dell’Anpi). Improvviso interesse dello storico dell’arte per la storia della Resistenza? Non esattamente. “Mi dicono che sei il referente della movida locale” Ha chiosato il professore. Evidentemente il nostro Vittorio ha ancora tanto da conoscere del Casentino.

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Roberta Fabbrini
Roberta Fabbrini, nata a Bibbiena (AR), (ma cresciuta a Cetica ndr) vive e lavora in Casentino, dove fin dal 1996 svolge la libera professione di Architetto. Appassionata di Arte, Architettura e Paesaggio, e di Recupero del patrimonio storico, collabora stabilmente con Casentinopiù fin dal 2010, tenendo una sua rubrica dal titolo Architettura & dintorni. Appassionata verso tutto ciò che riguarda il Casentino e i casentinesi , scrittrice sempre per passione, si è scoperta da poco tempo anche amante dell'escursionismo naturalistico e del trekking. E della buona tavola. Ma questo da sempre. Tutti settori che rendono il Casentino la sua terra ideale.