Il planetario dei “piccoli”.

Nel corso del mese di settembre le giornate inizieranno ad accorciarsi sensibilmente, annunciando il passaggio del Sole da declinazioni positive (cioè “sopra” l’equatore celeste) a quelle negative (“sotto” l’equatore celeste). L’equinozio d’autunno avverrà il 22 settembre. Solo nelle prime ore della notte sarà ancora possibile osservare parte delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo. Una volta spente le ultime luci del crepuscolo avremo appena il tempo di vedere ad occidente il tramonto del Bovaro con la brillante stella rosso – arancio di nome Arturo.
Abbiamo a disposizione qualche ora in più per vedere ancora una volta il “triangolo estivo”, del quale ricordiamo i componenti: ai vertici troviamo le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e infine Deneb del Cigno.
Lungo l’eclittica cominciano ad apparire ad est le costellazioni dello Zodiaco, che vedremo alte in cielo per i successivi mesi autunnali e invernali.
A ovest, poco dopo il tramonto del sole, vedremo per l’ultima volta per quest’anno il Sagittario; a sud – ovest il Capricorno e l’Acquario.
A dominare il cielo autunnale sarà la costellazione di Andromeda, resa famosa dalla presenza entro i suoi confini dell’unica galassia visibile ad occhio nudo, anche se distante un milione e mezzo di anni luce!
Le galassie sono degli enormi contenitori di stelle, il cui diametro può essere di centinaia di migliaia di anni luce, che come delle vere e proprie isole nell’universo si trovano situate nello spazio a distanze enormi le une dalle altre. A separarle solo immense quantità di pulviscolo intergalattico e materiale interstellare estremamente rarefatto.
Data la grandissima distanza che ci separa dalle più vicine, esse sono state scoperte solo negli ultimi tre secoli, anche se la certezza della loro esistenza la si è avuta solo nel 1924, grazie all’astronomo americano E. Hubble, che misurando la distanza di alcune particolari stelle (le cefeidi) individuate nella galassia di Andromeda, ebbe la prova di come questa ultima fosse situata nello spazio esterno ben al di là della “nostra” galassia, la Via Lattea.
Prima di allora, infatti, quelle poche che erano state scoperte venivano scambiate per stelle o nebulose, vista la mancanza di strumenti adeguati all’osservazione di oggetti così lontani.
Della costellazione di Andromeda, della leggenda che lega questa alle altre costellazioni visibili in questo particolare periodo (Perseo, Balena, Pegaso,…), della galassia di Andromeda e altri interessanti oggetti del cielo autunnale, si parlerà sabato a partire dalle 21, al planetario del parco nazionale Foreste casentinesi di Stia.
A seguire, tempo permettendo, si potrà osservare il cielo con i telescopi a disposizione della struttura.
Per prenotazioni e/o informazioni è possibile contattare la coop. Oros ai numeri 335. 6244440 e 335. 6244537.

U.s. parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna