Intervista a Secco e Vagnoli sul Distretto sanitario del Casentino

In vista dell’incontro sull’assistenza pediatrica in Casentino, organizzato venerdì 13 maggio a Corsalone dall’associazione Mauro Grifoni Forever, la Direttrice del nuovo Distretto sanitario Casentino Antonella Secco ed il Presidente del Distretto Filippo Vagnoli ci hanno rilasciato la seguente intervista.

Cosa si intende fare per favorire la collaborazione in ambito pediatrico fra territorio e ospedale espressamente prevista dalla legge regionale sulla  Rete Pediatrica?
Dr.ssa Secco: «Come previsto già prima della pandemia, la rete pediatrica fra territorio e ospedale è stata avviata garantendo proiezioni di attività ambulatoriale da parte del Pediatra in Ospedale per visite allergologiche e neonatologiche (controllo del neonato post parto). Viene garantita la continuità pediatrica in Pronto Soccorso anche attraverso la telemedicina (possibilità di teleconsulenza con l’Ospedale di Arezzo). Inoltre, nel caso di traumi, il bambino è preso in carico dal trauma center dell’Ospedale Meyer. Nel nuovo pronto soccorso è stato previsto uno spazio a misura di bambino, con arredi e colori adatti a questa categoria di utenza, per rendere loro più piacevole l’attesa. Per quanto riguarda l’attività dei prelievi ematici, questa è assicurata in Ospedale fino ai 3 anni e presso la sede del distretto per i bambini dai 3 anni in su».

Per i medici di medicina generale e i pediatri è stato firmato un accordo provvisorio nel 2022 in attesa che vada a regime quello nazionale. Com’è la situazione in Casentino per i medici di famiglia e i pediatri? 
Dr.ssa Secco: «È uscito nel BURT del 13 aprile u.s. l’avviso  delle zone carenti per l’Assistenza Primaria, la Continuità Assistenziale e la Pediatria di Famiglia scaduto il 3 maggio. Non conosciamo ancora l’esito. Ci auguriamo che abbia esito positivo e di poter ricoprire gli incarichi. Se così non fosse daremo incarichi provvisori di medico sostituto in attesa della graduatoria regionale dei PLS del 2023 ed emetteremo un nuovo avviso».

Ora che è stato ottenuto un Distretto autonomo, anche grazie all’impegno dei Sindaci, quale iniziative intendete fare per avere miglioramenti concreti per i casentinesi?
Sindaco Vagnoli: «Innanzitutto sono molto felice, in qualità di Presidente, di aver raggiunto insieme ai miei colleghi questo importante risultato di ritorno al Distretto, che non è solo uno specchietto per allodole, non è un risultato futile, bensì un risultato molto importante, perché essere un distretto sanitario autonomo significa poter avere dei punti di riferimento amministrativi e direzionali da parte della Asl sul nostro territorio e non più ad Arezzo o addirittura a Siena, che comunque rimarranno. La direzione generale nomina direttamente il direttore del distretto sanitario, con cui costituisce un filo diretto. Questo è un importante punto di partenza per poter costruire la sanità territoriale futura. Quindi è bene che siamo tornati ad essere un distretto autonomo, perché c’è la direzione qui sul territorio, ma anche perché sul nostro territorio ritornano i primari cosiddetti unità funzionali territoriali. E poi è un risultato importante anche a livello politico, perché il Presidente del distretto sanitario partecipa ai tavoli con la Regione insieme agli altri presidenti. Così si ha un altro filo diretto con la Regione, l’Assessore e la Giunta regionale, per portare le problematiche sui tavoli che contano, dato che la sanità è materia regionale. Il fatto di avere un distretto autonomo ci dà un mezzo ulteriore per stare sul pezzo e vigilare affinché continuino ad essere erogati servizi di buona qualità e fare pressioni sulla Asl e sulla Regione non più come singoli Sindaci, ma come Distretto.
Cosa vogliamo fare in prospettiva? Vogliamo arrivare ad un’integrazione socio sanitaria, il che significa mettere sul piatto i servizi socio-assistenziali dei Comuni insieme a quelli socio-sanitari della Asl, e integrarli in modo da offrire servizi univoci per i cittadini e migliorati, perché si va ad efficientare, a mettere insieme figure e professionalità, facendo anche progetti insieme che possano portare nuove risorse sul territorio per dare ancora più servizi, per esempio a diverse tipologie di cittadini, dai fragili, come i disabili e gli anziani, i non autosufficienti o chi necessita di cure intermedie e quant’altro. Questo è l’obiettivo in prospettiva, mentre l’obiettivo di breve termine è ricostruire il distretto dal punto di vista di primariati cosiddetti unità funzionali, oltre alla struttura amministrativa, in modo che possa governare al meglio il processo».

Quali sono le tempistiche per realizzare la nuova Casa della Salute di Bibbiena?
Sindaco Vagnoli: «Grazie a un bel lavoro di squadra tra tutti i sindaci a livello di distretto, insieme alla Asl, siamo riusciti a far inserire un importante investimento che riguarda la sanità casentinese all’interno del PNRR regionale, grazie anche al Direttore generale D’Urso che è stato molto disponibile. Sono previsti circa 8 milioni di euro per il vecchio ospedale del Casentino per l’adeguamento sismico e ristrutturazione per crearci l’Ospedale di comunità e la Casa di Comunità, ossi la Casa della Salute, che raccoglierà al suo interno sia il distretto sanitario attuale, quindi quello della Colombaia con tutte le specialistiche, i servizi amministrativi, ecc., ma anche i medici di famiglia. Il vecchio ospedale diventerà così un punto di riferimento importante della sanità per il territorio bibbienese, ma anche casentinese, poiché le altre Case della Salute di Stia, Poppi e Rassina saranno delle filiali, chiamiamole così, satelliti di quella principale di Bibbiena. Inoltre ci sarà l’Ospedale di Comunità con i posti di cure intermedie, circa 13, utilizzati una volta che un paziente viene dimesso dalla medicina ma non può andare a casa perché deve restare in osservazione. La conclusione di questi interventi è prevista nel 2026. Già in queste settimane stiamo facendo degli incontri con l’Ufficio Patrimonio della Asl e gli uffici tecnici riguardo al cronoprogramma per l’attuazione dei progetti in fase definitiva, con attivazione dei lavori prevista tra fine 2023 e inizio 2024».

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Nata a Bibbiena, dal 2012 vive in campagna a Castel Focognano con Christian e le figlie Dalia e Viola. Dal 2007 è iscritta all'Ordine Nazionale dei Giornalisti - elenco pubblicisti. Dal 2004 al 2008 collabora con il mensile Casentino 2000, dal 2006 al 2012 con il Corriere di Arezzo e dal 2014 con Casentino Più. Addetta stampa per varie associazioni locali. Nel 2009 si laurea in Studi linguistici e culturali presso l'Università di Siena. Nel 2004/05 lavora come assistente di lingua italiana a Madrid. Nel 2006 consegue un Master in traduzione tecnico-scientifica a Torino, poi nel 2010 un Master in Comunicazione Pubblica e Politica all'Università di Pisa. Nel 2008 entra per concorso in Provincia di Arezzo dove crea la rete delle Fattorie didattiche e nel 2016, dopo il trasferimento di funzioni, passa in Regione Toscana - Settore Tutela della Natura e del Mare.