“L’alveare che dice sì” parte con l’arrivo dell’estate

Marcello Miozzo e Chiara Squillantini

L’Alveare che dice sì arriva con l’Estate, con il sole e con tanti prodotti buonissimi.
Dopo mesi di produttiva gestazione il progetto casentinese l’Alveare che dice sì, è pronto per partire e il 29 ci sarà la prima consegna delle spese fatte dagli utenti online per tutta la settimana.
L’Alveare che dice sì è una piattaforma online che permette una distribuzione diversa dei prodotti locali, favorendo gli scambi diretti fra produttori locali e comunità di consumatori che si ritrovano creando piccoli mercati temporanei a Km 0, gli Alveari, appunto.

L’Alveare è arrivato anche in Casentino grazie alla passione di Chiara Squillantini e all’impegno di sostegno e promozione di Officine Capodarno.

Ciò che ha portato Chiara a proporre in Casentino il progetto e ad Officine Capodarno ad accoglierlo è proprio la volontà da un lato di sostenere le produzione d i prodotti locali, e dall’altro di far crescere nel territorio una nuova cultura del cibo che si sporga verso delle scelte più consapevoli, sane ed etiche.

Chiara Squillantini commenta: “Finalmente ci siamo! Dopo mesi di organizzazione per trovare i produttori e mettere a punto le strategie di vendita nella piattaforma possiamo dirci pronti per partire davvero. Adesso le famiglie avranno la possibilità di scegliere online i prodotti delle aziende casentinesi aderenti e poi ritirarli una volta a settimana in un punto stabilito che per noi è il Palagio fiorentino o meglio il padiglione del Palagio. Fare la spesa con prodotti del luogo è un gesto forte, un impegno più ampio nei confronti del nostro territorio e del nostro pianeta”.

Ad oggi e grazie all’impegno di Officine Capodarno sono stati coinvolti negli incontri online circa 40 produttori casentinesi molti dei quali oggi iscritti ufficialmente al portale.

Marcello Miozzo di D.r.e.a.m, uno dei gestori di Officine Capodarno commenta: “Officine è un progetto finanziato dalla strategia delle Aree interne e progettato dall’Amministrazione del Comune di Pratovecchio-Stia.
Rientra pienamente nella strategia di creare sviluppo e opportunità per le realtà agricole del territorio montano. L’Alveare che dice sì è stato da noi sostenuto proprio perché può dare un’opportunità in più ai produttori locali.
Sappiamo bene che i produttori locali fanno vendita all’interno del territorio e in genere vendono ad un pubblico selezionato. Questo dell’Alveare è invece un modo per metterli in contatto con consumatori che hanno meno tempo per andare al mercato o giovani con famiglia. Il meccanismo è semplice: c’è una struttura informatica che collega persone e produttori, si prenota online e si ritira offline, ovvero in un punto di scambio. Questo è importante: scambio dei prodotti acquistati, ma anche di informazioni tra chi produce quei beni e chi quei beni li porta nelle proprie case e li consuma”.

Officine Capodarno sta lavorando anche su un altri progetti simili come quello dei Mercati Contadini. L’obiettivo è quello di allargare il numero di questi mercati portandoli anche su Bibbiena e Pratovecchio-Stia e quindi realizzare una sorta di coordinamento tra le diverse realtà di vallata.

Chi volesse provare questo tipo di esperienza può iscriversi all’Alveare del Casentino a questo indirizzo https://alvearechedicesi.it/it-IT/assemblies/13364 e da oggi comprare i propri prodotti preferiti online che poi ritirerà di persona al padiglione delle Terme di Stia il prossimo 29 giugno.

L’avventura de L’Alveare che dice Sì! Inizia nel 2015 all’interno del movimento Europeo delle Food Assembly, sviluppando anche in Italia un’idea semplice e precisa: quella di mettere in contatto diretto chi produce con chi consuma. L’Alveare che dice Sì! unisce imprenditoria e innovazione digitale per creare un modello di impresa sociale. Ogni Alveare è unico ed allo stesso tempo fa parte di una rete più grande. In 7 anni il movimento The Food Assembly ha sviluppato una rete di distribuzione di prodotti locali e genuini in tutta Europa.
A breve anche il Casentino entrerà in questo movimento per sostenere, dalla base, l’economia agricola del territorio.

Marcello Miozzo e Chiara Squillantini