Quando sarà finita la pista ciclabile dell’Arno? Ecco le date e gli interventi

Di Valentina Giovannini ed Elisa Masini (Foto di Carlo Gabrielli)

La pista ciclabile dell’Arno è un bellissimo itinerario lungo oltre 350km (il percorso principale è di 269,5 km), che inizia nel comune di Stia, alle pendici del monte Falterona, nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, e si conclude sul mare, a Marina di Pisa, nel Parco di Migliarino e San Rossore, sviluppandosi lungo il fiume più importante della Toscana e toccando città ricche di storia come Firenze e Pisa, oltre alle province di Arezzo e Prato. L’infrastruttura è realizzata secondo gli standard europei del Progetto Eurovelo e di Bicitalia di Fiab.

Il primo tratto della pista si snoda in Casentino fino a Ponte Buriano per 57km, di cui circa 43 in sede propria e i restanti su viabilità a bassa intensità di traffico, sulla base di accordi sottoscritti dall’Unione dei Comuni del Casentino, ente capofila del progetto nella nostra vallata, con la Regione Toscana e le 13 amministrazioni comunali interessate (Pratovecchio Stia, Castel San Niccolò, Montemignaio, Poppi, Bibbiena, Ortignano Raggiolo, Chiusi della Verna, Castel Focognano, Talla, Chitignano, Subbiano, Capolona e Arezzo).

La ciclabile è rivolta tanto ai turisti e agli escursionisti quanto ai residenti dei 48 Comuni toccati dal corso dell’Arno. Naturalmente la struttura si prefigge anche l’obbiettivo di divenire un volano economico, un’impresa locale diffusa che nel complesso potrà dare occupazione a circa 300 addetti nella manutenzione, nelle attività e nei servizi collegati (ristorazione, commercio, ospitalità, noleggio bici, guide cicloturistiche, ecc.). Il costo dell’opera è di circa 40 milioni di euro, di cui 7,5 milioni per il tratto casentinese, ripartito per il 75% per la realizzazione dell’infrastruttura fisica, poi per la segnaletica, gli interventi di moderazione del traffico e la creazione di strutture di servizio (punti sosta e ristoro, centri di informazione e assistenza, aree campeggio, ecc.).

Per saperne di più abbiamo intervistato l’ing. Mauro Casasole, RUP (Responsabile Unico del Procedimento) del progetto per la parte casentinese che ci ha illustrato come stanno procedendo i lavori.

Quand’è programmato il termine per la conclusione della pista ciclabile, in particolare il tratto del Casentino?

Ad oggi i tratti realizzati, partendo dalla sorgente dell’Arno, sono quello che va da Stia alla località “River Piper” nel Comune di Castel San Niccolò, da cui si diparte un ramo sul torrente Solano, quello da Ponte a Poppi a Bibbiena Stazione e dalla località Macee nel Comune di Ortignano Raggiolo a Rassina, per una lunghezza complessiva dei percorsi in sede propria di circa 22 km, circa il 50% di quelli previsti. Il tratto da Rassina alle Macee è stato ultimato nel mese di dicembre 2015 e inaugurato nel maggio 2016: è stato finanziato in parte con fondi europei e in parte con fondi di tutti i comuni del Casentino. Gli altri tratti sono stati ultimati e inaugurati a settembre 2019. Poco dopo sono stati realizzati alcuni interventi di completamento e ripristino dei danni alluvionali che si sono verificati nei mesi di novembre e dicembre dello stesso anno. La realizzazione del tratto tra il “River Piper” e Ponte a Poppi, che darebbe la continuità del tracciato da Stia a Rassina, è prevista per il 2022. Questo tratto era rimasto in sospeso perché l’Arno aveva eroso la sponda destra proprio dov’era previsto il passaggio della ciclovia, rendendo necessaria la realizzazione di una scogliera di protezione, che attualmente è in corso di ultimazione. Prevediamo la conclusione di tutti gli interventi programmati, compresi quelli dell’ultimo lotto di completamento, entro i prossimi due anni.

Foto di Carlo Gabrielli. Tratto Ponte a Poppi – Bibbiena

Quand’era programmato inizialmente e perché questo ritardo?

Come accennato, in località Strumi l’Arno, con le piene dell’autunno 2019, ha provocato delle importanti erosioni di sponda che, di fatto, hanno reso irrealizzabile il progetto esecutivo seppure già pronto per essere appaltato. L’Unione dei Comuni ha predisposto un progetto per la realizzazione di circa 800 metri di scogliere per il ripristino e la protezione delle sponde, di importo pari a 460 mila euro. Con la Regione Toscana il 30 aprile del 2021 è stato sottoscritto un Accordo per il finanziamento di quest’opera a carico del bilancio regionale. (Al momento i lavori per la realizzazione delle scogliere sono quasi terminati, ndr).

Ma si riuscirà a realizzare tutta la ciclabile? in alcuni tratti ci sono delle criticità che stanno mettendo a rischio la tempistica e forse gli stessi contributi europei. Andava fatta una progettazione di tipo diverso?

La criticità dovuta agli eventi alluvionali del 2019 è in fase di superamento e pertanto potranno essere realizzati tutti gli interventi programmati, che sono totalmente finanziati dalla Regione Toscana e dai Comuni interessati territorialmente. La progettazione è stata effettuata seguendo le linee guida della Regione con risultati molto positivi nei tratti già realizzati.

Può illustrarci nel dettaglio dove passerà il tratto da Rassina verso Subbiano? e quello di Subbiano?

L’attraversamento di Rassina avviene passando da Corso Vittorio Emanuele (Il borgo), dal lato est di Piazza Mazzini, da via Roma, dov’è presente un percorso ciclo pedonale in sede propria realizzato direttamente dal Comune di Castel Focognano, per poi collegarsi con il centro scolastico tramite un sottopasso della SR 71. Da qui si prosegue lungo l’Arno in direzione Santa Mama e Calbenzano, utilizzando sia tratti in sede propria che viabilità a bassa intensità di traffico. A valle di Calbenzano è prevista la realizzazione di un ponte per il passaggio sull’altra sponda dell’Arno nel Comune di Capolona, per poi proseguire lungo la strada provinciale della Zenna. Sempre nel Comune di Subbiano, nell’ultimo lotto di completamento, è previsto un tratto in sede propria a partire dalla zona industriale di Castelnuovo fino alla località La Lama.

E il tratto che passerà da Castel San Niccolò? e quello di Poppi?

È previsto il collegamento con Strada in Casentino tramite una passerella sul Rio Solano e la strada bianca esistente che costeggia il torrente Solano fino alla Pieve di San Martino. Questi lavori sono previsti nell’ultimo lotto di completamento, il cui progetto definitivo è in fase di approvazione da parte dei comuni interessati. Ad oggi si può percorrere il tratto lungo il torrente Solano che va dal “River Piper” fino al Rio Solano. Mentre per quanto riguarda Poppi, ci si arriva tramite una passerella da realizzare sul torrente Solano in località “River Piper”, per poi proseguire lungo la sponda destra dell’Arno, protetta dalla scogliera che stiamo realizzando, per arrivare nei pressi del ponte di Ponte a Poppi, dove si attraversa l’Arno utilizzando lo stesso ponte e la passerella esistente. Si percorre quindi l’argine in sponda sinistra dell’Arno a valle del ponte fino ad arrivare al torrente Sova, in località il Porto, dove una nuova passerella ricollega il tracciato a quello già realizzato.

Riguardo ai servizi, nell’ottica di una fruizione migliore della ciclabile, cosa si prevede di realizzare?

In alcuni punti sono previste aree di sosta con tavoli e panche in legno, rastrelliere per bici e bacheche informative, oltre a pensiline con rastrelliere presso le stazioni ferroviarie. Inoltre, la Regione sta studiando una cartellonistica ad hoc da utilizzare su tutta la Ciclopista dell’Arno.

Come viene gestita la manutenzione? Chi deve occuparsene? Non ci sono alternative migliori rispetto alla chiusura estiva (spesso nel mese di agosto) per diversi giorni di lunghi tratti di pista per manutenzione? Come possono fare i cicloturisti?

L’Unione dei Comuni è stata individuata anche come Ente capofila per l’attuazione degli interventi di manutenzione della ciclovia i cui costi sono a carico della Regione e dei Comuni. Una volta ultimati i tratti, quindi, l’Unione dei Comuni provvede alla loro manutenzione che consiste principalmente nel taglio dell’erba ai lati e nel taglio delle piante secche e pericolanti a ridosso del tracciato, nel ripristino di eventuali dissesti del fondo stradale, delle fossette di scolo delle acque e delle staccionate in legno. Questi interventi vengono tutti realizzati in amministrazione diretta con il personale del Servizio Foreste dell’Ente, che ci garantisce una maggiore accuratezza e tempestività di intervento e una riduzione dei costi. La chiusura dei tratti avviene per lo stretto necessario a garantire l’attuazione dei lavori in piena sicurezza. È cura del servizio programmare gli interventi quando necessari, cercando di limitare le chiusure della ciclovia.

Abbiamo visto che la gestione è stata invece ottima in occasione della scorsa tromba d’aria, perché già dopo 3 giorni le piante divelte non ostruivano più la carreggiata e la pista era stata riaperta. Come vi siete organizzati? per l’alluvione del 2019 erano invece passati dei mesi, perché? Ora è cambiato qualcosa nella gestione?

Anche la manutenzione straordinaria viene fatta dall’Unione dei Comuni che è attrezzata per gli interventi riguardanti la vegetazione, mentre per quanto riguarda gli interventi strutturali sui corsi d’acqua subentrano le competenze di altri Enti quali la Regione Toscana e il Consorzio di Bonifica, che possono attivare interventi di somma urgenza laddove ci sia il rischio per la pubblica incolumità. Nel caso particolare dell’erosione dell’Arno a Strumi, trattandosi di terreni agricoli dove questo rischio non c’era, è stato necessario procedere con l’iter normale per l’attuazione delle opere pubbliche, che richiede tempi più lunghi. Soprattutto è stato necessario reperire risorse aggiuntive per finanziare queste opere, in un periodo di emergenza sanitaria, e stipulare un nuovo Accordo con la Regione Toscana che ha finanziato interamente l’intervento.

Abbiamo rivolto un paio di domande anche a Lorenzo Remo Ricci, Assessore dell’Unione dei Comuni del Casentino con deleghe alla Ciclopista, CUC, Lavori Pubblici e Polizia Municipale.

È previsto l’ampliamento dei parcheggi di accesso alle piste ciclabili? In alcuni casi i posti auto sono molto limitati ed è un problema soprattutto per i casentinesi.

A Rassina, quando sarà effettuato il sottopasso da via Roma alle scuole, si potrà utilizzare il parcheggio del cimitero. Questi lavori dovrebbero essere realizzati in primavera, mentre quelli per il tratto da Capolona a Ponte Buriano sono già stati assegnati. Anche i lavori nei tratti di Castel San Niccolò e Poppi dovrebbero iniziare a breve.

C’è un coordinamento con LFI/TFT e Autolinee Toscane per il trasporto delle bici sui mezzi pubblici, servizio fondamentale per i cicloturisti? A quanto ne sappiamo sono pochi i mezzi attrezzati per il trasporto bici.

Nel nuovo PNRR sono previsti fondi anche per questo, al riguardo il 30 novembre si è svolto un incontro tra l’Unione dei Comuni del Casentino, i Comuni della vallata, l’Assessore regionale Stefano Baccelli (con deleghe alle Infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti, ndr) ed il Presidente di TFT (Trasporto Ferroviario Toscano) Maurizio Seri con l’obiettivo di istituire un gruppo di lavoro per studiare come riattivare la circolazione dei treni la domenica e come attrezzare le carrozze per accedervi con le biciclette. Il gruppo è ancora da definire, ma sarà costituito da referenti tecnici e politici di Regione Toscana, Unione dei Comuni, TFT , Autolinee Toscane e dal Comune di Pratovecchio Stia in quanto capofila del progetto in ambito turistico.

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