RENXIT, lettera aperta su Renzi e i suoi presunti successi: no alle bugie, no alla strafottenza… NO al referendum!

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta giunta in redazione.

Eccomi qua nella solita notte insonne dopo un’assemblea di Federconsumatori sulla vicenda Banca Etruria; tante facce note casentinesi ad Arezzo, ancora arrabbiate, sempre più stanche, provate dalla rabbia e dal dolore, ma grate all’associazione che ha preso le nostre difese e che ci indica la strada da seguire: proprio facce da spregiudicati speculatori, direi! Facce anche nuove rispetto alle volte scorse, perché questa assemblea è importante: sarà forse l’ultima pubblica, prima di un incontro personale privato. La vicenda infatti si è risolta o quasi: avremo, rompendosi ancora le palle con burocrazia e modulistica, un rimborso forfettario dell’80% (meno altri spiccioli per la precisione) della somma investita nelle famigerate obbligazioni subordinate. Meno altri spiccioli perché dovrebbe essere tolta la differenza, se positiva, tra gli interessi percepiti e quelli previsti per investimenti analoghi, dal punto di vista del tempo, in titoli di stato… ma la cosa non dovrebbe riguardare che marginalmente noi di Banca Etruria che, a differenza dei clienti delle altre tre banche, avevamo interessi simili a quelli dei titoli di stato: per questo il decreto specifica “se positiva”, così, nel caso in cui i miei interessi siano stati addirittura inferiori, non posso far valere a mio vantaggio quest’estremo ed ulteriore tentativo di rubarci tutto fino agli spiccioli!
La soluzione della vicenda è sinceramente quella che mi aspettavo e che avevo previsto fin da subito, indovinando a grandi linee anche le cifre. Infatti, nonostante il mio consueto pessimismo, non ho mai pensato in questo caso di poter davvero perdere tutto: in troppi hanno sbagliato in questa faccenda (enti pubblici e privati, governo ed organismi di vigilanza…) perché si potesse far finta di niente e far pagare tutto a noi! Era altrettanto ovvio che uno sconticino se lo sarebbero fatto: chi pensava di aver perso tutto si accontenta di riavere quasi tutto o poco meno, e questo “quasi” son dei bei soldini risparmiati per chi doveva renderceli! Il 20% era più o meno quello che in tanti si ponevano come limite massimo di perdita per accontentarsi e lasciar perdere tutto… e poi la cifra effettivamente versata sarebbe così risultata corrispondente a quello che pare essere il numero totemico nel nostro premier: l’80, per cento… come gli 80 euro di cui parleremo!
Ma non voglio continuare a tediarvi coi dettagli, che forse interessano poco a chi vive la vicenda dall’esterno, anche se proprio estraneo alla vicenda non sarà quasi nessuno da queste parti: vista l’entità della faccenda, almeno un caso a famiglia penso ci sia in Casentino! Voglio invece sottolineare un altro aspetto, che in certi momenti ha avuto effetti anche più dolorosi della perdita economica per le vittime: che poteva capitare a chiunque e che può ancora toccare a chiunque, visto che i problemi del sistema bancario non mi sembrano risolti e visto che anche le banche salvate non mi sembrano in ottima salute, con tutti i clienti in fuga come me! Sinceramente non sono uno sprovveduto: non ho conoscenze finanziarie, come esplicitamente dichiarato nel modulo della banca sul profilo di rischio, ma sono laureato con lode, con responsabilità anche internazionali in progetti universitari e con una trentina di testi pubblicati, e, se ho perso qualche giornata ad ascoltare umilmente e attentamente chi mi proponeva l’investimento, non penso sia facile che non abbia capito aspetti importantissimi o che mi sia lasciato sfuggire dettagli fondamentali sui rischi effettivi di un prodotto presentatomi a più riprese come sicuro, come da me sempre richiesto, non da un truffatore per la strada, ma dalla mia banca e per interessi non così alti da destare sospetti, come ricordato poco sopra, soprattutto se associati ad un vincolo decennale! Inoltre non sono neanche un ingordo ed avido speculatore: chi mi conosce può testimoniare tranquillamente che il mio interesse per i soldi al massimo può essere di carattere numismatico!
Questo per dirvi e ripetervi che sarebbe potuto capitare a tutti voi, se ve lo avessero proposto come a me, e se in quel momento vi fossero rientrati dei soldi di cui non avevate bisogno urgente e che in parte, come in passato, potevano essere investiti, invece di tenerli tutti sul conto corrente che ultimamente, non solo non dà più interessi, ma addirittura ha un costo mensile! Non sentitevi quindi più furbi o più equilibrati di me, anche perché l’azzeramento avvenuto (ed ecco le responsabilità del Governo, dopo quelle della banca) non era inoltre né previsto né prevedibile: anche se avessi letto tutto il plico di documenti firmato in più punti (e voglio sapere chi di voi lo fa, invece di scarabocchiare semplicemente il proprio nome nel punto indicato dall’impiegato), non vi avrei trovato nessun accenno in merito, perché l’azzeramento non era tra i rischi contemplati ed è stata una trovata tutta del Governo e del suo bel decreto firmato nottetempo in dì di festa! È questo che sto cercando di far capire a tutti: se si cambiano le regole in corsa, non c’è più niente di sicuro neanche per voi! Se con una legge apposita del Governo possono essere annullati i miei diritti costituzionali sul risparmio privato, non ci sono più certezze per nessuno!
E poi è toccato a me, ma poteva toccare a voi: hanno sparato di fretta a caso nel mucchio e potevano colpire chiunque! Renzi ha detto e sta ancora dicendo che ha fatto il meglio che poteva fare, ma invece ha solo fatto una scelta, forse comoda, di certo arbitraria, che non aveva né vantaggi oggettivi, né maggior grado di giustizia sociale: sta ancora dicendo che ha salvato i correntisti, ma questa per esempio è una falsità non abbastanza smentita anche nei vari dibattiti! I conti correnti sono tutelati da una sorta di assicurazione interbancaria fino a 100.000 euro, anzi in caso di conti cointestati come il mio fino a 200.000. Quindi non ha salvato tutti i correntisti (tra i quali ci sono anch’io) ma quelli con un conto superiore a 100.000 euro, che sembra siano meno degli obbligazionisti… Se con lo stesso metodo a occhio Renzi avesse deciso legittimamente di colpire loro, in numero minore e tendenzialmente più ricchi, cosa direbbero quelli che continuano a dirmi che comunque gli “investimenti” sono tutti rischiosi e che i soldi vanno lasciati tutti sul conto? Io ho perso tutto quello che potevo perdere e non mi sarebbe andata peggio neanche in caso di fallimento o bail in: è davvero questo il meglio che poteva fare? Bello, in conclusione, anche il modo con cui ce l’ha comunicata la soluzione molto approssimativa del problema da cui siamo partiti: “Dovreste correre ad abbracciare Padoan per questo 80% di rimborso”! In questa affermazione, ma anche in molte altre (tipo quella sulla manifestazione a Roma: “C’era una protesta? Ma quanti erano? Neanche li ho visti!”), c’è un disprezzo per il popolo che più che fascista, è da Ancien Régime: “Non hanno il pane? Che mangino le brioche!”.
Ma non è solo la categoria degli “obbligazionisti” che ho imparato a conoscere dalla stampa, scoprendo di farne parte; mi trovo anche tra coloro che mi pare si definiscano “incapienti”… e anche questa appartenenza mi costa denaro! A me era già successo l’anno scorso di dover restituire i famigerati 80 euro: dopo essermi informato in ditta e col consulente del lavoro, dopo aver ricevuto in conguaglio a fine anno le mensilità mancanti, al momento della denuncia dei redditi, scopro di dover restituire 480 euro allo stato, e in poche settimane! Pare che questo problema, che ho sperimentato in anteprima, quest’anno si presenti per centinaia di migliaia di persone, alcune anche disoccupate al momento, nell’impossibilità di restituire ora la cifra involontariamente percepita e sulla quale magari avevano anche provato a informarsi come me… e pagheranno anche multe o maggiorazioni in caso di ritardo, immagino! Il tutto per una mossa meramente elettorale fatta in fretta e furia senza regole certe solo per raccattar voti, purtroppo anche riuscendoci alle europee… ma non per colpa mia: il mio voto non era e non è in vendita!
È gravissimo: inedito ed inaudito nell’Italia repubblicana, e neanche Mussolini si era permesso di mettere le mani in tasca alla gente in questo modo… Avessi provato a immaginare una situazione del genere, avrei pensato al sangue che scorreva per le strade, ma forse siamo troppo buoni, o forse un po’ vigliacchi, o più probabilmente disorganizzati, perché le proteste di solito le organizza la “sinistra” che ora è dall’altra parte della barricata, quella sbagliata! Ma un modo incruento di far valere i nostri diritti esercitando il nostro potere ce l’abbiamo… ancora per il momento: il voto!
Mandiamolo a casa: ce ne offre lui stesso una ghiotta occasione, promettendo solennemente di andarsene se vince il NO al referendum costituzionale! L’occasione è ghiotta perché possiamo votargli contro senza dover votare altri partiti, di destra o populisti, che non avremmo mai votato e che non voteremmo forse comunque mai! E non temete che in questo modo si perda un’importante occasione di riforma: le poche istanze corrette sono state recepite da tutti e una riforma sarà probabilmente fatta comunque, sicuramente meglio, magari da un governo effettivamente eletto e da un parlamento con le idee più chiare e più salde, più fedeli al proprio elettorato… E poi, lontano da certi entusiasmi giovanilisti ma anche da qualsiasi sostegno a una qualunque forma di gerontocrazia, ma vi sembra avvicinabile la Maria Elena Boschi ai padri costituenti? È al governo solo per quel concetto eufemisticamente un po’ anomalo di quote rosa introdotto da Berlusconi, con mercimonio meno palese e non consumato, ma con più evidenti perverse fascinazioni massoniche!
Coraggio, compagni, togliamo il Governo dalle mani di Verdini e togliamo la Sinistra dalle mani di Renzi: l’esempio inglese ha già dimostrato che, in attesa dell’attuazione della Brexit, intanto è uscito di scena Cameron! Il nostro referendum è stato personalizzato al punto da poter essere riformulato in relazione all’uscita o meno di Renzi dalla vita politica italiana, dove nessuno peraltro l’aveva chiamato: confermando il clima politico già emerso nelle recenti elezioni amministrative comunali, votate NO per ottenere la RE(N)XIT!

Riccardo Bargiacchi