Sanità, il Casentino e l’anti politica al contrario.

L'ospedale del Casentino

di Enrico LETTIG
Consigliere Comunale Capogruppo Lista Civica Poppi Libera

L’onda di interesse per la Sanità in Casentino, giunge come uno tsunami sulle cime del Pratomagno.
Qualcuno ricorderà che l’opposizione di Poppi ha abbandonato per ben due volte consecutive il Consiglio Comunale perché non informata delle manovre che hanno portato alla firma degli ultimi patti territoriali, definiti l’anticamera della fine dell’Ospedale del Casentino. Quando si scrive di Ospedale, si vuole intendere quel plesso dotato di servizi indispensabili ad una comunità montana come la nostra: Punto Nascita, Pronto Soccorso, Chirurgia.
Lo spartiacque tra un prima e un dopo sono i patti territoriali di inizio anno.
Un prima, in cui tutti si erano impegnati a difendere l’Ospedale, il suo Punto Nascita, con l’apoteosi delle promesse pubbliche sancite a Bibbiena il giorno antecedente l’apertura della Campagna Elettorale Regionale del 30 aprile 2015 (sappiamo tutti come sono andate quelle elezioni). Un dopo, quando i cittadini hanno dovuto pagare per il “potenziamento” dell’Ospedale proprio la chiusura di quel Punto Nascita. Ciascuno giudichi da solo la credibilità politica dei nostri amministratori.
Era perciò inevitabile la nascita di un Comitato, che fa il suo lavoro (ed è giusto che lo faccia) parlando con chi meglio crede, affinché si arrivi alla difesa del nostro Ospedale. Tuttavia la verità storica è e rimane un verità storica ancorché politica: da Roma ordinano, a Firenze si adeguano, in Casentino eseguono (a volte senza nemmeno sapere cosa) e zitti tutti.
La linea di comando è in mano oggi al Partito Democratico che rappresenta un interesse economico, con le sue lobby (nel senso nobile del termine). E’ giusto continuare a dare fiducia a quel partito? Ciascuno faccia le proprie considerazioni.
Al ritrovato interesse per l’Ospedale, si allinea oggi anche uno dei più importanti sindacati che ha indetto un’assemblea, dove i relatori saranno i massimi vertici della Sanità Toscana il tutto alla presenza del Presidente della Conferenza dei Sindaci, Bernardini.
Possiamo credere veramente che i vertici di quella azienda sanitaria, nominati dalla politica prima direttori e poi commissari in un contesto sindacale invertano una rotta segnata da tempo?
La speranza è sempre l’ultima a morire ma nutriamo seri dubbi.
Infine una doverosa postilla sul messaggio che sta passando da un po’ di tempo a questa parte: mentre i Sindaci sono visti come coloro che fanno gli interessi dei cittadini a prescindere, uomini infallibili senza macchie, le opposizioni rompiscatole ohibò fanno politica per le poltrone.
Bella questa. Parrebbe una battuta ma non fa ridere.