Voci dal casentino: “Miss Tafferuglio e gli Operatori del sorriso”

Miss Tafferuglio e gli Operatori del sorriso

Intervista a Marcella Bartalucci, una donna dall’autoironia sottile e intelligente, una donna che si emoziona quando riesce a portare un sorriso, là, dove abita la sofferenza.

Ho rivolto a Marcella ben sei domande mirate e utili al compimento di un articolo, un articolo che potesse avere l’ardire di raccontare bene ciò che queste persone svolgono, ma le domande che avevo preparato e rivolto a Marcella, non le terrò in considerazione, perché lei mi ha raccontato una storia, una vera e propria storia meravigliosa, e io, non la interromperò con quelle mie “domanducce”, anzi, la racconterò così, fluidamente!

 

-È una bellissima emozione riuscire a far sorridere chi soffre. Vedere quella curva sulla bocca quando si solleva, mi ripaga di qualsiasi sacrificio, di qualsiasi pena, di qualsiasi paura, perché anche noi Clown abbiamo spesso paura, anche se molti ci attribuiscano dei poteri, in realtà non siamo dei supereroi, ma esseri umani. Sono un “Operatore del sorriso”, un Clown della Croce Rossa Italiana, di cui faccio parte da quasi ventidue anni, presso il comitato di Bibbiena, dove naturalmente, siamo tutti volontari. Il nostro gruppo è a livello regionale, e siamo circa quindici Clown che operano in diversi settori.

Noi volontari Clown siamo presenti in ambiti socio – sanitari, quali; corsie di decenza, le RSA, le case famiglia, i centri per diversamente abili, i contesti sociali critici, vedi; centri di accoglienza, case circondariali, comunità interculturali e altro, emergenze di protezione civile e missioni umanitarie. Abbiamo il compito di facilitare la condizione di UMANITA’ in ogni soggetto che sia sofferente per qualsiasi motivazione, ma soprattutto, dobbiamo farlo col cuore e con la consapevolezza di quanto sia importante il nostro apporto morale. Non è un compito facile, e per poterlo fare, è indispensabile una formazione con dei corsi a livello professionale di carattere teorico – pratico, e con un tirocinio al termine del corso.

Per poter fare ciò di cui sopra, noi volontari Clown, abbiamo il sostegno costante di uno psicologo, affinché ci possa garantire una tutela psico – fisica costante. Ogni mese abbiamo l’obbligo di incontraci per eventuali aggiornamenti professionali specifici, e per una condivisione di esperiense e approfondimenti tecnici.

Come potrai capire, non si tratta propriamente di una passeggiata, in sostanza noi volontari, non siamo soltanto dei pagliacci, ma gente preparata al meglio per poter portare una carezza, non solo fisica, a chiunque ne abbia bisogno.

Non è facile raccontare quale sia l’essenza di questa attività, ma di certo non possono mancare; la passione, che ricopre un ruolo fortissimo, perché la passione muove ciascuno di noi, in realtà, ma, anche l’attaccamento al nostro “naso rosso”, che è la maschera più piccola e grande del mondo, e soprattutto quella piccola mano che tiene la tua nei momenti peggiori. È sentir pronunciare il tuo nome Clown, da chi magari non vedi da tanto tempo, e ciò nonostante si ricorda ancora di te, ed è anche la consapevolezza di entrare in mondi altrui, mondi complicati e dolorosi, nei quali, si può accedere soltanto in punta di piedi, e sempre con la speranza nel cuore…

Io personalmente di fronte ad una persona vulnerabile provo un grande senso di responsabilità, e so bene che il buon umore scatena endorfine e le trasmette al nostro cervello, per cui ridere è importante. Le endorfine sono sostanze chimiche in grado di attenuare il dolore e l’ansia, infatti, è scientificamente provata l’efficacia di queste, considerate un potente analgesico.

Come ti raccontavo, il mio nome Clown è Tafferuglio, e io come al solito, porto puro caos, o almeno, così dicono i miei colleghi. Mi sento un po’ come una finestra che si spalanca e porta aria nuova, e quando vesto i panni di Tafferuglio, ritrovo la mia dimensione, quel qualcosa che in molti definiscono; “il mio posto nel mondo”.

Credo di essere rimasta un po’ bambina, e per questo riesco ad assaporare la stessa magia, e lo stesso stupore di quando lo ero anche all’anagrafe. Tafferuglio è rumore, curiosità, esuberanza, è un animo che vola lontano e che poi ritorna. Nelle mie tasche potrai trovare sempre qualche lacrima, le braccia sempre aperte per accogliere, e una montagna di sorrisi, sempre tanti sorrisi, perché ridere è veramente una cosa seria, e come diceva Charlie Chaplin, “un giorno senza sorriso è un giorno perso”!

Spero di non averti annoiata… –

 

Marcella spera di non avermi annoiata, quando invece mi ha aperto un mondo, un mondo fatto di voglia di dare, di portare e apportare una carezza lieve… e immancabilmente ritorno indietro a cinque anni fa e a quanto un palloncino verde arricciato a forma di cagnolino, avesse portato una lieve nota di colore nella stanza d’ospedale dove babbo stava ricoverato, e di quanto i miei occhi, nelle interminabili notti fatte di amore e assistenza, lo andassero a cercare per alleggerire un po’ il cuore.

Grazie Marcella Bartalucci, donna dagli occhi grandi e il naso rosso, piccola grande maschera che non riesce a coprire la bellezza che è in te!

Un abbraccio a tutti i Clown della Croce Rossa Italiana e a quelli di tutto il mondo. Grazie

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.