A Romantic Glitch

La sua conclusione era prevista per l’8 gennaio, ma considerati gli ottimi riscontri di pubblico e critica, la mostra “A Romantic Glitch” di Michela Gioachin, ospitata dal 19 novembre nella Sala delle Scuderie del Castello di Poppi, è stata prorogata fino al 5 febbraio 2017.
La personale, curata da Silvia Rossi di ExpArt studio & gallery di Bibbiena in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Poppi, è stata apprezzata dai tanti turisti che in questo periodo hanno scelto il Casentino per trascorrere le proprie vacanze natalizie. Così è stato quasi naturale per l’amministrazione poppese concedere la proroga.
Quasi un mese in più, dunque, per ammirare da vicino l’originalissima produzione dell’artista vicentina, che conclusa la parentesi di Poppi trasferirà dal 10 al 12 febbraio le sue opere alla prestigiosa Affordable Art Fair di Milano, all’interno dello stand di ExpArt.
“A Romantic Glitch” di Michela Gioachin è visitabile durante gli orari di apertura del castello, tutti i giorni dalle 10 alle 18.
LA MOSTRA:
“A Romantic Glitch” è una panoramica sui più importanti e rappresentativi lavori della talentuosa autrice vicentina. Un percorso che parte dal suo primo dipinto, datato 1998, sino a uno sguardo sulla produzione recente dell’artista. Un itinerario che scandisce e amplifica la ricerca stilistica e compositiva della giovane pittrice.
Il percorso cronologico della mostra si fonde nell’evoluzione cromatica, che parte da uno stigmatico bianco e nero e si arricchisce passo dopo passo di nuove tonalità, passando dai colori tenui e dolci degli incarnati, arrivando a più intensi toni negli sguardi e negli sfondi dei ritratti.
“Glitch”, ovvero un “errore non prevedibile”, uno “slittamento”. Ecco cosa troviamo nel lavoro della Gioachin: uno sbaglio romantico, uno scivolare nei corpi mossi, accarezzati dallo sguardo e dal pennello. Una visione sentimentale, antica, della figura, che dispone le sue luci morbidamente su corpi incerti.
L’effetto di glitch fotografico è qualcosa di imprevisto, e, come nei casi dei più fortunati errori, crea qualcosa di irrinunciabile da quel punto in poi. L’occhio osservatore dell’artista pone quindi l’attenzione su questo particolare movimento, e lo cerca, lo studia e lo ricrea pittoricamente.
Affiancato da una incredibile capacità tecnica, il lavoro di Michela si pone sospeso nel tempo, catturando e inglobando l’arte seicentesca e quella elettronica, digitale, fondendole in un unicum singolare e perpetuo di straordinario effetto.

COMUNICATO STAMPA