Massimiliano Sestini lascia il PD: la lettera di commiato

Massimiliano Sestini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Massimiliano Sestini (ex sindaco di Castel Focognano ed ex presidente dell’Unione dei Comuni) ha inviato a Roberto Piantini (Segretario PD Castel Focognano), a Matteo Bracciali (Reggente PD Provincia di Arezzo), a Francesco Ruscelli (Reggente PD Provincia di Arezzo) e, ovviamente, alla nostra Redazione.  

Carissimi,
Ci sono momenti nella vita in cui non puoi evitare di fare delle scelte e, naturalmente, assumersene la responsabilità. Queste giorni sono stati per me molto difficili, perché oltre al percorso politico ci sono affetti, amicizia, battaglie combattute insieme.
Chi mi conosce sa che ho sempre cercato, pur in una posizione sempre netta, di unire piuttosto che dividere, e ho dato il massimo nell’impegno politico sul territorio e nel lavoro da amministratore locale.
Ringrazio tutte le persone che ho incontrato nel mio cammino, devo a tutti qualcosa e spero in questi anni di impegno, politico ed amministrativo, di avere lasciato anche io qualcosa di positivo.
Ho sempre creduto nel ruolo della politica praticata sul campo, quella del merito e dell’ascolto, quella delle relazioni con le persone che vivono le difficoltà di ogni giorno e dei militanti che decidono di esserci in prima persona anziché stare ad osservare con le mani in tasca.
Chi mi conosce bene lo sa, ho cercato fino all’ultimo di continuare le mie battaglie nel contenitore politico a cui mi ero iscritto tanti anni fa grazie anche a Matteo Renzi. Oggi faccio una scelta, dolorosissima per me ma anche per le tante persone che hanno condiviso con me questo percorso.

Non ho scelto la via più facile, per come sono fatto, sarebbe stato più semplice e naturale rimanere nel Partito Democratico. Ma in questo momento ho preso la decisione di seguire un progetto politico, quello di Italia Viva, dove sento di potere esprimere con maggiore determinazione le battaglie per cui mi sono speso in questi anni e le sfide di un Paese così complesso come l’Italia.
Il mio campo di valori rimane sempre il centrosinistra, e mi batterò, nel mio piccolo, affinché questa esperienza possa arricchire il campo. Non certo a indebolirlo.
Chiedo a tutti, quando la rabbia e la delusione della mia scelta saranno passate, di analizzare a fondo le ragioni di chi ha lasciato ma anche di chi ha deciso di rimanere. Solo così sarà possibile crescere, e ripartire, anche se su percorsi differenti.
Non rinnego nulla della mia esperienza nel PD in questi anni, e conservo nel cuore tutti i momenti vissuti insieme ai miei compagni di viaggio.
Ora per me è venuto il momento di iniziare con determinazione e ritrovata motivazione un cammino politico differente, dove troverò nuovi compagni di viaggio e dove magari ritroverò vicino a me altri che mi sono vicini da sempre e con cui ho già condiviso grandi gioie e profonde delusioni.
Il progetto di Matteo Renzi deve essere inclusivo, a sostegno del governo e del progetto del centrosinistra italiano. Con la voglia di rendere ancora più forte la politica che guarda prima di tutto al rispetto delle persone, ai bisogni sociali, alla ripresa economica del Paese con serietà e senza proclami.
La mia, pur con le lacerazioni personali che sentirò per molto tempo, è una scelta forte e convinta. Una scelta scomoda ma coerente con la mia storia, in cui potrò dare insieme a chi vorrà condividere il mio percorso un contributo con rinnovato entusiasmo.
Il Partito Democratico sarà l’interlocutore naturale e ci ritroveremo a confrontarci sui tanti temi delicati e impegnativi per far ricominciare a correre lo sviluppo del Paese in modo sostenibile. Nessun cammino è facile e comunque anche le traversate più lunghe iniziano sempre da un piccolo passo. Oggi ne ho fatto uno importante, e spero che a prescindere dalle scelte che ciascuno farà in serenità, ci possa essere rispetto e rinnovato impegno da parte di tutti per disegnare un futuro di speranza, e un presente dove potere essere al fianco dei troppi cittadini che si sentono esclusi dai cambiamenti epocali del nostro tempo.

Un abbraccio, Max Sestini