Il calcio ricomincia a cinquant'anni!
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Codice suina1 Intervista al dottor Marcello Caremani, Dirigente Malattie Infettive della Usl8 di Arezzo sull’influenza A H1N1: «Il vaccino non si troverà in farmacia, ma si dovrà chiedere al pediatra e al medico di famiglia».Ecco come riconoscerla e le norme igieniche per prevenirla In un mondo che è diventato “piazza”, dove gli spostamenti sono sempre più frequenti, rientrando nella normalità della vita quotidiana, familiare e lavorativa, la paura maggiore non è quella del terrorismo internazionale, ma quella dell’infezione pandemica. Tutto questo evoca scenari apocalittici anche nelle persone del terzo millennio, tutte pixel, cellulari, internet. Come dire che il progresso, sulle paure, ha inciso, in positivo, ben poco. E il nostro Casentino non è esente. La sua proverbiale chiusura non significa lontananza dal mondo. In questi mesi di grande attesa per l’arrivo di quella che è stata chiamata “influenza suina”, i nostri concittadini saranno andati con la memoria ai fatti del 23 giugno 1347 quando, ai piedi di un grande masso nei pressi di quello che oggi è il santuario di Santa Maria del Sasso, apparve la Madonna, che donò alla piccola Caterina dei baccelli pieni di sangue, triste presagio della peste che da lì a poco sarebbe arrivata in Italia risparmiando tuttavia Bibbiena e dintorni.
Trailer Cinematografici on-line1Da oggi disponibile il download dei trailer cinematografici dei film recensiti nella sezione Terza Pagina. Per scaricarli è sufficiente cliccare sulla locandina del film. Buona visione a tutti. Musica per tutti1
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Il mese economico1Piazza Affari in discesa, mentre dagli Usa arriva qualche segnale positivo. La prima decade di marzo ha visto la pesante contrazione del listino milanese. L’intera borsa italiana è arrivata a capitalizzare meno del 17% del Prodotto interno lordo italiano. C'è poco da sorridere ma tanto da fare1«In Casentino c’è ancora troppa dipendenza nei confronti dei big dei capannoni. L’economia locale è ancora pericolosamente sbilanciata verso le logiche congiunturali del settore edile, che a sua volta è collegato all’andamento del denaro e dei tassi d’interesse. Sappiamo tutti quanto è dura oggi sia per l’edilizia che per il sistema finanziario e la nostra vallata tanto legata a questi ambiti ha ben poco da sorridere». |
Da Stia a Santa Maria Delle Grazie1O Vergine, che gioisci per il lieto nome di Pace, concedi a noi di godere sempre della pace celeste… Il punto di partenza ideale per questo percorso è la pieve di Stia, Santa Maria Assunta. La grande chiesa romanica custodisce la tavola di Bicci di Lorenzo dedicata all’Annunziata. Come ricorda la scritta della base, il dipinto fu eseguito nel 1414 su commissione del conte Neri, signore di Porciano. Per questo la destinazione iniziale del quadro fu la prioria di San Lorenzo, parrocchia di Giovanna delle Molina, alla quale il 20 maggio 1428 sarebbe comparsa la Madonna. Se la vecchia contadina individuò presto l’identità della “Signora” e si batté per la costruzione del primo oratorio in suo onore, tutto questo si deve al fatto che essa le apparve tenendo sulle ginocchia un libro, proprio come la Madonna di Bicci di Lorenzo. Nella sua originalità, certo provocatoria data la condizione femminile del tempo, il dettaglio del grande libro aperto al centro della scena non poteva passare inavvertito. L’inizio del vangelo di Giovanni fugava ogni dubbio: nel seno di Maria si era incarnato il “Verbo”, la “Parola” dell’eterno Padre.
Poppi: il calcio risorge1È nata la nuova Polisportiva che riparte con lo sport più amato dagli italiani ■ Ogni società sportiva, ogni squadra di calcio, blasonata o meno, ha subito nel corso della sua storia alterne vicissitudini. Momenti di gloria e momenti bui. Dall’altare alla polvere e viceversa. Pratovecchio: la SCA a rotoli?1Scioperi, presidi e coinvolgimento di tutti per evitare la paventata chiusura Una azienda modello e la sua strana crisi La crisi è quella mondiale, diffusa in ogni angolo del globo e ha molte facce, ma sicuramente quella che si è presentata alla Sca di Pratovecchio è una delle più pericolose, visto che rischia di lasciare senza lavoro circa 200 addetti diretti, più l’“indotto” e quindi di mettere in ginocchio l’economia di un’intera vallata. Magrini in pillole1Passato e presente del gruppo industriale di subbiano |



